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CIRCHI: TRA VIOLENZA E PROGRESSO CIVILE

di Fabio "VegWizard" Costanzo

"La stessa violenza che i circensi riservano agli animali che vogliono sottomettere al loro volere viene riservata alle persone"

show tristeCome associazione animalista, anche Venus In Fur vuole esprimere la propria solidarietà ai 5 attivisti che, nella serata di domenica 30 Marzo 2014, sono stati vittime di una spedizione punitiva da parte di un gruppo di circensi al termine di una delle manifestazioni contro il circo Millennium di Viviana Orfei, a Pordenone.

Come sono andati i fatti è ormai noto e nessuno può testimoniare ciò che è successo meglio dei protagonisti, già intervistati dalla stampa locale. Dopo l’ennesimo giorno di sit-in contro l’attendamento, alla fine della manifestazione, le 3 ragazze ed i 2 ragazzi coinvolti erano saliti in auto per lasciare la zona del circo. In quel momento alcuni circensi, accertatisi del via libera, hanno fermato le macchine e tirato fuori i malcapitati, picchiandoli e minacciandoli. Del tutto inutili sono stati i tentativi dei poliziotti di separare le parti.

Conosciamo bene sia il modo di manifestare degli attivisti friulani, sia il temperamento arrogante degli addetti del circo. Questo modo di fare spettacolo ormai si sta trasformando sempre di più in un settore a rischio a causa della sua sempre crescente inadeguatezza in una società che, seppur lentamente, inizia a sviluppare una consapevolezza sociale ed etica. L’animalismo, dal canto suo, ha avuto un certo sviluppo durante questi pochi decenni di attività in Italia. Dai primi movimenti reazionari motivati soprattutto da rabbia e condanna, in cui ci si scagliava contro i malfattori degli animali sotto un impeto emotivo, più che etico e sociale, abbiamo raggiunto un buon livello di responsabilità, ed i ragazzi di Pordenone ne sono un brillante esempio. Le argomentazioni che danno ragione alle nostre azioni sono ben più profonde e condivisibili della semplice rabbia contro i soprusi sui deboli. Esistono sempre più prove di quanto le attività di sfruttamento animale siano dannose per l’uomo e la società, compreso gli spettacoli circensi. Studi psicologici hanno accertato la correlazione tra la violenza contro gli animali e quella contro gli umani. Molti maniaci, animalisti pordenoneserial killer e criminali hanno iniziato le loro “carriere” sanguinarie seviziando animali: lucertole, rospi, gatti, cani e poi persone. La logica sottile che si cela sotto gli spettacoli dei circhi con animali è ancora più disastrosa.

I bambini vengono condotti sotto i tendoni perché vedano gli animali e si divertano, il tutto in un’atmosfera di calore familiare, di gioia e di legame affettuoso con i genitori. Poi iniziano gli spettacoli. Dalle quinte escono animali di ogni specie, ridicolizzati, costretti a fare esercizi e movimenti contro la loro natura, mortificati nel loro intimo e spaventati sia dalla presenza rumorosa della gente che dalla sempre presente frusta (o bastone) del domatore. I più piccoli, ancora capaci di una forte empatia verso gli animali, riescono a percepire questo malessere, in netto contrasto con la giovialità del contesto. I genitori e gli adulti ritenuti guide ed esempio, li esortano a divertirsi, ignorando quella sensazione. Qual è il messaggio educativo che passa?

Puoi divertirti, anche se gli altri soffrono. Non ti è richiesto di aiutarli, se lo spettacolo ti piace, anche se qualcuno è seviziato, goditelo.

Puoi divertirti, anche se gli altri soffrono. Non ti è richiesto di aiutarli, se lo spettacolo ti piace, anche se qualcuno è seviziato, goditelo.

Certo, non è che chiunque veda uno spettacolo circense con animali diventerà un sadico criminale, ma ciò che siamo è il risultato psicologico di una formazione costante e molto sottile. L’esposizione a queste esperienze, soprattutto in tenera età, ha un impatto importante sugli equilibri emotivi e morali dei giovani, i futuri adulti.

Gli addetti dei circhi guardano solo al loro tornaconto economico, ai sussidi, ai guadagni che gli spettatori garantiscono, alla tradizione delle poche cose che sanno fare… lo chiamano anche patrimonio culturale ed artistico. Certo, fosse per loro li vedremmo ancora andare in giro con persone malate o affette da vistose malformazioni da mostrare al pubblico curioso, i famosi “fenomeni da baraccone”. Per quanto tempo ancora saranno considerati una ricchezza? Si stanno vedendo togliere letteralmente il terreno sotto ai tendoni, sempre più comuni italiani osteggiano l’attendamento dei circhi con animali sui loro territori, sempre più nazioni li vietano (Bolivia, Grecia, Gran Bretagna tra tutti), sempre meno pubblico li supporta, sempre meno fondi vengono elargiti a queste tradizioni diseducative. Questo accresce la loro rabbia. Vedono la fine avvicinarsi inesorabilmente e danno la colpa a chi manifesta contro di loro, con regolare permesso, esercitando un diritto costituzionale; la stessa violenza ed arroganza che riservano agli animali che vogliono sottomettere al loro volere viene riservata alle persone. Intimidazioni, minacce, percosse, lesioni sono il loro strumento ed il loro modo di rapportarsi con chi la pensa diversamente. Così convincono gli animali a far ridere gli spettatori e così credono di convincere i cittadini che li ospitano a non mostrare il maltrattamento degli animali.

Dietro alla semplice violenza esasperata dei lavoratori del circo c’è un modus operandi basato sulla sopraffazione. La spedizione punitiva a danno di civili manifestanti non può essere archiviata con leggerezza. Il rischio che gente violenta, abituata alla violenza, arrivi in una qualsiasi città, minacci e rechi danno ai cittadini di quella comunità deve essere valutato e minimizzato dai responsabili per la tutela della sicurezza dei cittadini di ciascun comune: sindaci ed assemblee comunali devono essere molto attenti a chi e cosa accolgono sul loro territorio ed in che modo questi eventi influenzano l’educazione e la sicurezza civile dei cittadini di oggi, gli adulti, e di domani, i bambini.

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