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CIBO

cibo spazzaturaVenus In Fur propone decine di manifestazioni ogni anno, cerchiamo di sensibilizzare le persone a non utilizzare pellicce, a non frequentare circhi e zoo, ad usare prodotti cosmetici e per la pulizia non testati su animali. E la risposta da parte delle persone è molto buona. Quasi sempre… a meno che non si tocchi il cibo.
Tutta la comprensione rivolta agli animali da laboratorio, ai cani e gatti maltrattati, a quelli scuoiati per farne pellicce o a coloro i quali passano la vita imprigionati in gabbie lontani dai loro luoghi d’origine, sparisce IMMEDIATAMENTE quando si sposta l’attenzione agli animali che quotidianamente fanno (brutta) mostra sulle nostre tavole.
Le giustificazioni sono innumerevoli e diversificate, tutte volte a non prendere coscienza che ciò di cui ci stiamo cibando è A TUTTI GLI EFFETTI un cadavere… un pezzo di un corpo che un tempo era vivo.
Le ripercussioni di queste abitudini vanno molto più a fondo del semplice “mangiare”. Diventa una questione di etica, di educazione civica e schemi mentali, di sostenibilità ambientale, economica, di tutela della salute e sostegno alle popolazioni del terzo mondo.

Ma è veramente necessario creare tanta sofferenza per mangiare? È veramente sostenibile uno stile di vita come quello che stiamo mantenendo? È veramente umano lasciar morire di fame interi popoli affinché possiamo ammalarci per cibi sbagliati?

I ‘CONTRO’ DEL CONSUMARE PRODOTTI ANIMALI

CRUDELTA’ VERSO GLI ANIMALI
La maggioranza dei vegan lo è diventato per una questione ETICA, ossia? Cioè non riusciva più a tenere scollegate la bistecca nel suo piatto e l’animale ucciso per fornirla. Un giorno un evento particolare, una conversazione, un sito ha dato quell’elemento per connettere un prodotto con un nome commerciale, come ad esempio “bistecca”, a quello che è realmente: la parte di un animale allevato ed ucciso senza rispetto e senza dignità.

E’ un argomento poco piacevole di cui discutere, questo, a cui preferiamo non pensare. Deleghiamo altri perché allevino ed uccidano per noi, risparmiandoci di sentire le urla, l’odore del sangue, di vedere i movimenti convulsi di una creatura che muore. La loro sofferenza e la loro morte avvengono in luoghi nascosti. Non solo, si creano fantasiose giustificazioni come “ma almeno vengono trattati bene fino al momento della morte”, oppure “in fondo gli allevatori sanno di avere a che fare con animali e non con cose”. Ci sono investigazioni documentati da video che dimostrano il contrario, purtroppo.

Non esiste animale immune all’appetito umano: ovini, bovini, rettili, uccelli, pesci, persino animali che in occidente vengono considerati da affezione finiscono sui piatti.

Il regime più sanguinario della storia è stato quello comunista di Mao, con 65 milioni di persone uccise. Un numero enorme, ma ogni anno circa 6 miliardi di polli muoiono negli allevamenti intensivi e non, inutilmente…

Persino la produzione di latte e di uova nascondono violenza psicologica e fisica. A differenza di quanto si tende a credere, la produzione di latte causa anche più sofferenza e sgomento dell’industria della carne.

VIDEO SU ALLEVAMENTI E MACELLI

SCHEMI MENTALI E DERESPONSABILIZZAZIONE
Un vecchio dilemma chiedeva “è nato prima l’uovo o la gallina?”. Possiamo fare lo stesso con “si è indifferenti verso la sofferenza animale perché cambiano gli schemi mentali o viceversa?”

Siamo stati educati a dare valori diversi al cane, al bambino, al maiale, senza considerare per un momento che tutti questi esseri sono INDIVIDUI. Hanno tutti la capacità di provare emozioni e sensazioni quali paura, gioia, dolore, affetto ed il desiderio di continuare a vivere la loro vita lontano dalla sofferenza.

Quando si parla di sofferenza, un topo è come un maiale, un cane,  un bambino… Creare delle scale di importanza della vita e della sofferenza è pericolosissimo. Infatti è da queste classificazioni, totalmente arbitrarie, che sono nate le basi di tutte le discriminazioni, da cui nasce ogni crimine contro la vita.
Il solo creare la convenzione per cui “A” vale più di “B”, sottintende che “A” abbia potere su “B”, anche potere di vita o di morte. Che “B” sia una donna, un nero, un ebreo, un cristiano, un povero, un diversamente abile, un omosessuale o un animale, lo schema mentale è sempre lo stesso. Qual è il criterio con cui discriminare il valore della vita?

Dove finisce la responsabilità ed inizia una scusa?

LA CARNE è BUONA

Mangiare e fare sesso seguono gli stessi circuiti psicologici del piacere. In fondo, è normale: mangiare e procreare sono fattori fondamentali per la conservazione dell’individuo e della specie, quindi devono essere comportamenti ricercati e rinforzati.

Ma tutto ciò che ci piace è veramente buono?
In realtà il gusto ed i comportamenti alimentari sono appresi dai nostri genitori e dall’ambiente. Se foste nati in Corea sarebbe normalissimo cibarvi di cani. Se viveste in India guardereste le mucche con occhi diversi.

Ma se temete che una volta abituati ad un cibo sbagliato, sarà per tutta la vita, ecco la buona notizia. Il senso del gusto cambia a seconda delle convinzioni e del tempo. Cambiamo gusto ogni 7 anni. Grazie a questo rinnovamento periodico, possiamo migliorare la nostra alimentazione facilmente.

Il fine giustifica i mezzi?
Il sapore di un cibo è veramente una giustificazione per tutto quello che abbiamo provocato? Quindi perché condannare il cibarsi di carne umana? Qualsiasi serial killer cannibale potrebbe dire che anche le sue vittime erano “buone”, ma viene puntualmente – e giustamente-  condannato.

Inoltre, la carne è veramente così buona?

Attenzione: il video può contenere immagini che turbano la sensibilità di qualcuno… proprio perché, mangiare carne non è poi così buono e naturale.

GLI ANIMALI SONO FATTI PER ESSERE MANGIATI
Sì… con lo stesso criterio qualcuno potrebbe dire che i bambini pakistani sono nati per cucire palloni, le bambine thailandesi per essere attrazione per il turismo sessuale e le donne per servire i loro mariti.
Se fosse vero, gli animali non a contatto con l’uomo morirebbero di stenti, non avendo più uomini che a nutrirli per poi macellarli – invece restano oggetto di affascinanti documentari culturali -. Purtroppo, invece, in molti casi, è proprio la loro interazione con l’uomo ad ucciderli.

UNA CENA A BASE DI INSALATA FA TANTA TRISTEZZA
Davvero è facile credere a questa bugia? Guardate i cartelloni pubblicitari di frutta e verdura.. Cosa rappresentano? Frutta e verdura, appunto.
Guardate ora un cartellone pubblicitario di carne o latticini. Cosa c’è nelle immagini? Il prodotto da vendere, solitamente su un letto di insalata, con vicino qualche pomodorino… Se i pubblicitari inseriscono immagini piacevoli di freschezza e genuinità con i colori degli ortaggi, evidentemente la tristezza è solo nella testa di chi pronuncia questa obiezione.
E comunque non esistono solo frutta ed insalata, ma tofu, seitan, tempeh, legumi, quinoa, amaranto e cereali vari, formaggi vegan dalla soia e dal riso, kamut ecc…

La dieta vegan è davvero TUTTO tranne che triste e privativa!

LA CARENZA DI PROTEINE:
Senza scendere in specifiche scientifiche, sappiate che praticamente tutti gli alimenti, esclusi acqua, olio ed altri rari condimenti, contengono proteine. Quindi il problema praticamente non sussiste. Se ci hanno parlato per così tanto tempo di proteine “nobili” è solo perché esse contengono tutti gli 8 amminoacidi essenziali (quelli che non riusciamo a sintetizzare).

Ogni volta che il nostro corpo assume una proteina, anche vegetale, viene occupato in un doppio lavoro inutile. Deve scomporre quella proteina nei suoi amminoacidi costituenti e poi ricostruirsi le proprie proteine.

Già diventa evidente che il concetto di “nobiltà” delle proteine è relativo.

È, effettivamente, più corretto parlare di qualità degli amminoacidi: cioè, valutare se il loro utilizzo è a basso dispendio energetico e a limitate produzioni di scorie metaboliche.

Una proteina complessa come quelle “nobili”, sia di carne che di latticini, non solo è pesante da digerire, ma ha anche subito dei processi che la impoveriscono e che aumentano la produzione di scarti e tossine nelle cellule. Digeriamo queste proteine intaccate da fertilizzanti, antibiotici, ormoni, frollatura (innesco del processo putrefattivo), cottura ed in un ambiente gastrico inadatto.

Come pensate sia la “qualità” di questi mattoni?
Come pensate sia la “qualità” dei mattoni-amminoacidi puri e biodisponibili di un frutto?

Se vi hanno sempre insegnato che avete bisogno delle proteine per il vostro corpo cercate di darvi una risposta a come, creature come i cavalli, che mangiano solo fieno, o gorilla, che si nutrono di frutta e foglie, possano avere così tanti muscoli e potenza.

Inoltre non si è mai sentito nessuno, nella società occidentale, morire per carenze proteiche, molto più spesso invece si sente parlare di problemi associati alla troppa assunzione di proteine: aumento del colesterolo e dei grassi saturi nel sangue, obesità ed anche osteoporosi, dato che le proteine animali sono molto più acide delle vegetali e provocano la mobilizzazione di maggiori quantità di calcio dall’osso per essere eliminate con le urine.

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