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UN LUNGO WEEK END DI ANTISPECISMO

abbattere il muro

di Simona Stefani

Il 24 aprile è conosciuto in tutto il mondo animalista come la Giornata Mondiale degli animali da laboratorio. La data, scelta nel 1979 dall’associazione inglese NAVS (National Antivivisection Society) e riconosciuta persino dalle Nazioni Unite viene celebrata ogni anno in tutto il mondo così da ricordare l'ecatombe che quotidianamente viene perpetrata ai danni degli animali utilizzati e seviziati all'interno degli stabulari e dei laboratori di vivisezione. Animali vittime dello specismo imperante nella società odierna.

Ma cos'è lo specismo?

Il termine viene coniato nel 1970 da Richard Ryder, psicologo inglese diventato attivista per gli animali dopo aver sperimentato lungamente su di essi per il suo lavoro. Ryder è conosciuto anche per aver inventato il painismo: una teoria morale che sostiene i diritti degli animali affermando che l’azione deve essere basata sulla riduzione del dolore (pain) degli esseri senzienti, dato che la sofferenza non può essere accettata in nome di principi utilitaristici.

Lo specismo è reso popolare da Peter Singer nel suo saggio del 1975 Liberazione Animale dove lo definisce come un pregiudizio o un atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie. Singer ritiene lo specismo una violazione del principio di uguaglianza che hanno nel razzismo e nel sessismo le espressioni più note.

ArciGayPossiamo distinguere uno specismo incondizionato ossia quando gli esseri umani si ritengono superiori in quanto homo sapiens, ed uno specismo condizionato che aggiunge al primo alcune caratteristiche differenti dalle altre specie come ad esempio un’anima immortale, il linguaggio, l’autocoscienza ecc…

Lo specismo non è un’idea o un’opinione, ma ha conseguenze oggettive ossia che gli animali non umani sono oggetti a disposizione del genere umano e possono essere sfruttati a piacimento. La forma mentis specista risiede nell’idea atavica e nell’abitudine consolidata che gli animali non umani non sono equiparati alle persone, ma vengono considerati oggetti; sono un PROPRIETA’ da disporre a proprio piacimento. Pensiamo solo alla distinzione che facciamo tra gli animali da compagnia (cani, gatti, furetti e conigli) da quelli da reddito. I primi li facciamo dormire nel nostro letto, li proteggiamo dal freddo, li curiamo quando si ammalano ecc… hanno nella maggior parte dei casi un vero e proprio status all’interno della famiglia. I secondi invece vengono spesso completamente spersonalizzati (pensiamo ad esempio al pesce che viene utilizzato a peso, o ai molluschi), allontanati dalla nostra coscienza in quanto abituati noi ad utilizzarli sin dalla notte dei tempi. La mucca diventa “manzo” o bistecca, il maiale diventa cotoletta o salame o prosciutto, il cavallo diventa fettina, la gallina o il tacchino diventano ala/coscia/petto. E’ vero che a volte la legge punisce crudeltà esemplari sugli animali, ma non è MAI considerata una crudeltà il ritenere qualcun altro un “oggetto”.

Torniamo quindi alla giornata internazionale degli animali da laboratorio. In Italia il corteo a Milano è organizzato dal Coordinamento Fermare Green Hill. L’appuntamento è alle ore 14.30 in piazza Duca d’Aosta. Mentre sono in viaggio ricevo una telefonata che mi avvisa di non andare al corteo, ma di raggiungere una ventina di altri attivisti che hanno “preso” uno stabulario del dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano. Cosa significa “preso”? Significa che sono entrati, si sono allucchettati il collo ai maniglioni e che usciranno da lì solo potendo portare via tutti gli animali. Arriviamo sul posto ed i 5 attivisti hanno appeso uno striscione dalle finestre che danno sulla piazza dove ci siamo radunati che recita CONTRO LA VIVISEZIONE ABBATTIAMO IL MURO DEL SILENZIO.muro

Riceviamo gli aggiornamenti in tempo reale. Dalle finestre gli attivisti col megafono ci informano su come vengono utilizzati gli animali prigionieri: ad un gruppo di topi nudi transgenici viene indotto il sarcoma e sugli stessi vengono sperimentati alcuni farmaci; ci spiegano, leggendo i protocolli degli esperimenti, cosa significhicategoria H9cioè la massima pericolosità; ci raccontano di alcuni conigli reclusi all’interno dello stabulario da diversi mesi che, quando avvicinati dagli esseri umani, sbattono contro le sbarre delle gabbie terrorizzati. h9 Sotto le finestre almeno 500 persone di tutte le età si stringono sotto la pioggia battente, cercando di scaldarsi come fanno i pinguini e tutti siamo pienamente coscienti che potrebbe prospettarsi una lunga notte. Le ore passano e le trattative con i dirigenti dell’Istituto si fanno più serrate. E’ chiaro che gli animali sono ormai contaminati dalla presenza di estranei e quindi non più utilizzabili per gli esperimenti, ma l’Università non vuole cedere a quello che chiama “un ricatto” quindi propone agli attivisti di lasciare il quarto piano da loro occupato con tutti gli animali che riescono a portar via, ma senza scatole o aiuti dall’esterno. I restanti, garantiscono loro, saranno tenuti in Università e potranno morire di morte naturale. La risposta degli attivisti è ovviamente un NO secco, la morte “naturale” potrebbe casualmente avvenire la stessa sera o il giorno seguente. Alla fine si raggiunge l’accordo di portar via il maggior numero di animali con le scatole dei rifiuti tossici e in settimana verranno consegnati all’associazione Vitadacani i restanti. Nulla però viene firmato dall’Università e nemmeno viene rilasciata una dichiarazione ufficiale.

I ragazzi decidono di scendere liberando così SUBITO qualche centinaio di topi ed un coniglio chiamato dall’adottante Alfio FraGiLo (leggi qui la sua storia).

Sul blog di Asinus Novus troviamo un’importante particolare:

Gli attivisti di Fermare Green Hill che sabato 20 aprile hanno fatto irruzione nei laboratori di Farmacologia dell’Università Statale di Milano con lo scopo di “abbattere il muro di silenzio” che avvoltola il mondo della ricerca scientifica che fa uso di animali hanno intenzionalmente violato la legge per denunciare quello che, lontano dai nostri occhi, le cavie subiscono durante le pratiche sperimentali. Hanno agito a volto scoperto, ben consci del fatto che dovranno rispondere delle loro azioni davanti a un tribunale, al cui giudizio non hanno mai pensato di sottrarsi. Non hanno usato alcuna arma se non i loro stessi corpi per impedire che la polizia facesse irruzione nei locali occupati, si sono fotografati e hanno pubblicato le immagini sulla rete, a ulteriore dimostrazione della loro volontà di autodenunciarsi. Ovvero non hanno scelto la strada del terrorismo, come qualcuno vorrebbe subdolamente far passare, ma quella della disobbedienza civile.

Gli attivisti hanno fatto irruzione a volto scoperto perché è giunto il tempo di non doversi nascondere per aver fatto qualcosa che dalla società e dalle istituzioni, viene considerato illegale, ma che illegale non lo è. Quod est necessarium est licitum dicevano i latini, ciò che è necessario è lecito e liberare individui sui quali vengono espletati esperimenti utili esclusivamente all’avanzamento di carriera dei ricercatori è DECISAMENTE lecito.

polzyL’antispecismo è quindi una RIVOLUZIONE culturale, sociale e politica: una società antispecista si basa sull’uguaglianza di TUTTI gli esseri senzienti, esseri cioè viventi sì come le piante ed i fiori, ma in grado di “sentire”, di provare paura, dolore, caldo, freddo… E’ impossibile immaginare una società antispecista con le basi odierne perché tutti gli ordini dovranno essere sovvertiti e per avere una società orizzontale sarà necessaria l’abolizione della legge del dominio. Nessun animale dovrà più essere utilizzato come un oggetto ed avrà diritto alla vita, alla non sofferenza ed alla libertà.

Come non è pensabile una liberazione animale senza una liberazione umana così è viceversa, non si avrà un avanzamento delle condizioni umane finché non saranno compiuti passi importanti verso la liberazione animale.

Ma perché la liberazione animale è così vasta e difficile da raggiungere? Perché è un’istanza enorme da sostenere e che non riguarda solo i fuorilegge, ma le istituzioni stesse. Inoltre gli animali non possono collaborare con chi combatte per la loro liberazione, non possono manifestare o scioperare, possono solo essere sfruttati quindi NOI dobbiamo essere la loro voce.

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1 Commento su UN LUNGO WEEK END DI ANTISPECISMO

  1. Grazie per l’articolo. Il cambiamento di mentalità che si prospetta è enorme, ma noi non demordiamo 🙂

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