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A BADIA POLESINE LA CONFERENZA DEL DOTTOR MASSIMO TETTAMANTI SULLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

locandina ridottaHai donato 2 euro a Telethon? Con i tuoi soldi Telethon sperimenta sugli animali, li uccide e non salva nessun essere umano. L'80% dei farmaci messi in commercio sono stati ritirati perché pericolosi per l'essere umano. Eppure la sperimentazione sugli animali aveva dato esiti positivi. Se credi che Rita Levi Montalcini sia stata una grande donna, forse dovresti sapere quante vite a stroncato in nome di una scienza che uccide più di 100mila persone ogni anno in USA. di Nicholas Stocco Mi piacerebbe tanto sapere quanti miei concittadini, sotto le festività natalizie appena passate, abbiano fatto donazioni a note fondazioni e associazioni di ricerca medica come Telethon, Trenta Ore Per La Vita, AIRC, senza sapere, di fatto, dove andassero quei soldi. Quasi tutti quelli che donano i due euro alla ricerca credono di aiutare l'umanità a curare i suoi malanni, dai tumori, alle malattie degenerative del sistema immunitario, alle malattie genetiche eppure sotto la nobile bandiera del "progresso scientifico" si nascondono terribili realtà.

19450_323745805119_147628230119_5170669_3545694_nLa ricerca scientifica, in Italia come nel resto del mondo, si basa su esperimenti effettuati sugli animali, siano essi topi, ratti, gatti, cani, conigli o primati: solo nel nostro Paese, secondo la Gazzetta Ufficiale, circa un milione di animali muore nei laboratori per testare cosmetici, detersivi, additivi alimentari, prodotti chimici e ben il 30% di tutti gli esperimenti che implicano l’uso di animali vivi ruota attorno la medicina. Stiamo parlando di test in cui si obbligano animali inermi ad ingerire sostanze chimiche, dalla cipria al tabacco, o costretti a sopportare polveri e liquidi applicati negli occhi e sulla pelle, per verificarne la pericolosità. Questo tipo di test, per esempio, noto con il nome di LD50 o di LC50, viene effettuato quasi sempre senza anestesia e le atrocità che comporta si nascondono dietro le etichette che recitano “Dannoso se ingerito” applicate ai contenitori dei pesticidi, dei lubrificanti per auto o dei detersivi.

fine di un beagleE poi vengono usati gli animali per testare i nuovi medicinali: niente di più nobile, penserete! Senza fare ricerca sulla pelle del topo come potremmo salvare il bambino affetto da un raro morbo? Invece siamo soltanto presi in giro. Non è materialmente possibile che, con tutte le donazioni che una grande fondazione come Telethon riceve annualmente, non abbiamo ancora in mano nessuna cura valida per i mali del nostro secolo. Jacques Testard, direttore di Ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica, si scaglia contro Telethon affermando che le donazioni che riceve finanziano le pubblicazioni scientifiche e i brevetti di qualche impresa senza portare progressi alla ricerca medica; è lo stesso Thomas Hartung, uno dei più noti tossicologi al mondo, a ritenere i test sugli animali cattiva scienza, per la loro scarsa affidabilità. A questo proposito penso sia utile sapere che, soltanto negli USA, ogni anno muoino 100 mila persone e circa due milioni vengono ospedalizzate a causa degli effetti collaterali e non previsti causati dai farmaci: sono diventati la quarta causa di morte (umana) in America dopo le patologie cardiache, neoplastiche e gli ictus.

Risulta ovvio un fenomeno di questo genere perché sperimentare su un animale biologicamente diverso dall’essere umano non potrà mai portare risultati soddisfacenti per l’uomo: l’amianto non causava il cancro nelle cavie da laboratorio, il tabacco non ha mai provocato un solo tumore ai polmoni dei conigli che per anni hanno dovuto inalare il fumo di sigaretta! Sono solo gli esempi più sconcertanti, questi, che ci inducono a pensare a quanto siamo distanti dal garantire una ricerca medica seria, produttiva e libera dai meccanismi economici che la sperimentazione sugli animali muove a favore delle case farmaceutiche e degli istituti di ricerca. Esistono alternative a queste barbarie inutili, esistono metodi sostitutivi ed istituti scientifici che progrediscono nella ricerca medica senza sfruttare animali innocenti o garantirsi gli stipendi coi soldi delle donazioni natalizie. Per venire a capo di queste scottanti problematiche, l’associazione animalista Venus In Fur ha organizzato, presso l’Antica Rampa Libreria Café a Badia Polesine venerdì 1 febbraio, una conferenza con il dott. Massimo Tettamanti, chimico ambientale e criminologo forense, oltre che coordinatore europeo del centro I-Care, che ci ha accompagnato alla scoperta delle contraddizioni della sperimentazione scientifica sugli animali e della sempre più forte ricerca con i medoti sostitutivi. Presto un articolo dedicato a questa bella esperienza.

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