ULTIME NEWS

29 H – RIFLESSIONI DI UN’ATTIVISTA DAL TETTO DI GREEN HILL

Ricordo ancora la prima marcia contro Green Hill, oltre un anno fa, il 24 Aprile 2010. Viene presentata questa campagna contro un colosso dell'allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione; circa 2500 anime sono rinchiuse all'interno di 5 capannoni nascosti tra le verdi colline bresciane da cui il nome Green Hill. Di proprietà dell'americana Marshall Farm questo allevamento fornisce i laboratori di mezza Europa offrendo a richiesta servizi quali la devocalizzazione dei cani (ossia la recisione delle corde vocali perché non disturbino durante gli esperimenti) o l'asportazione di alcune ghiandole. La prima manifestazione quindi si tiene nel centro di Montichiari (BS) dove l'azienda ha sede, per rendere nota alla popolazione locale l'intenzione di Green Hill di ampliarsi interrando altri 5 capannoni che possano quindi ospitare altri 2.500 cani. Se quest'autorizzazione fosse concessa, Green Hill di fatto diventerebbe il più grande allevamento d'Europa.

Ci troviamo in circa 3.000 a manifestare per le strade della bella cittadina, le persone ci chiedono se stiamo manifestando per la Liberazione d’Italia e rimangono basiti quando spieghiamo il vero motivo per cui siamo lì. Nessun abitante e sottolineo NESSUNO è a conoscenza di quello che accade nelle ridenti collinette, nessun abitante, o forse solo i confinanti ed i lavoratori, sa che in quei capannoni sono rinchiusi 2.500 cani più i cuccioli e le mamme gravide.

O forse sarebbe più corretto scrivere “sapeva” dato che tutto questo accadeva un anno fa. Nel frattempo molte cose sono successe, l’ampliamento a Green Hill non è stato concesso, diversi fornitori, tra cui l’importante Lufthansa e l’ultima in ordine di arrivo Pharvema, han deciso di non intrattenere più rapporti economici con Green Hill. Questo però sembrava non scuotere minimamente la multinazionale, sino allo scorso venerdì 14 ottobre quando cinque attivisti del coordinamento si sono arrampicati su uno dei tetti del capannone per affermare a chiare lettere: QUESTO LAGER DEVE CHIUDERE.

Trovo casualmente in rete il blog di Cristina, una dei cinque, ed un estratto del suo ultimo post mi colpisce come uno schiaffo in faccia. Scrive:

Cristina: Per loro (i beagle di Green Hill ndR) sotto è stato un terremoto. Una cosa terribile. Cercavamo di far registrare ai giornalisti i pianti dei cani. Ma per poterlo fare dovevi camminare là sopra. E far loro paura. Per questo piangevano. Facevamo loro violenza, affinché il loro pianto potesse servire. Noi lo sapevamo che LORO non sarebbero scampati al loro destino
[10/21/11 12:52:52 AM] Leg3nd: chissà dove saranno ora…
Cristina: spero siano morti

Cristina è una “novellina” di azioni di questo genere nonostante non sia una ventenne e mi viene spontaneo chiederle perché l’ha fatto? “Bisognava riportare l’attenzione su questo lager a tutti i costi. Per questo è stato organizzato questo “diversivo”, in concomitanza con la veglia che si sarebbe svolta la stessa notte. Un’azione forte era necessario metterla in atto e noi ci siamo organizzati per bene con cibo, acqua e coperte termiche. Eravamo pronti a restare su il tempo necessario”. Altra domanda abbastanza banale che mi salta alla mente è: “cosa pensavi mentre eri lì sopra?”. Cristina abbozza un sorriso e mi rivela: “Sai… è strano ma in quei momenti mille pensieri affollano la tua mente… dai più sciocchi, che secondo me affiorano solo per esorcizzare la paura del tipo ‘la prossima volta scelgo un villaggio vacanze al mare, guarda qui non c’è nemmeno il bagno in camera’, ai più profondi. Pensa che io soffro di vertigini eppure mi sono arrampicata su quella scala a pioli e me ne sono rimasta qui a guardare quello che accadeva sotto di me. Dopo qualche ora su quel tetto cominci a realizzare davvero cosa c’è sotto di te. Io ovviamente non ero mai entrata (e neanche avvicinata) a  Green Hill, di sicuro non conoscevo la planimetria, quindi i miei compagni mi hanno istruito facendomi vedere quale fosse il capannone che conteneva le mamme gravide, quale i cuccioli, quale gli adulti… Il numero 1, quello sopra il quale eravamo noi è quello destinato per metà ai cani in partenza, per metà adibito a spogliatoio degli operatori. E mentre apprendevo tutte queste notizie l’unica parola che vedevo impressa nel mio cervello era PRIGIONE. Quella E’ A TUTTI GLI EFFETTI UNA PRIGIONE, anzi peggio, è un lager, perché in prigione hai dei diritti che non ti vengono tolti.” Davanti al mio silenzio Cristina continua: “Ho visto i furgoni che usano per trasportare i cani… Sono come quelle celle frigorifere che ti portano a casa i surgelati hai presente? Completamente bianchi, senza feritoie. I cani non vedono cosa succede, non sanno nulla… come i prigionieri politici. Ed anche chi vede da fuori questi furgoni non ha assolutamente idea e non può capire cosa ci sia dentro. Lo sfruttamento animale (così come quello umano) si regge sul nascondere l’orrore da un lato, e dall’altro sul fatto che i più non vogliono sapere, non chiedono… se si apre uno spiraglio si girano dall’altra parte”.

http://www.facebook.com/v/393908534774

L’analogia tra i cani detenuti all’interno dell’allevamento ed i prigionieri è spesso presente nell’immaginario di questa ragazza coraggiosa che ha passato 29 ore al freddo su un tetto di uno degli allevamenti per animali da vivisezione più grandi d’Europa: “Mentre eravamo lì i cani non hanno smesso MAI di abbaiare un secondo, MAI, ti rendi conto? Inoltre per tenerci meglio sotto controllo i poliziotti che accerchiavano lo stabilimento ci hanno puntato i fari addosso e le luci all’interno dei capannoni sono state spente… Non ti dico il terrore tra i cani.” Come il terrore? Cioè avrebbero dovuto star più tranquilli al buio… “Eh no. I cani di Green Hill non conoscono il buio, le luci sono accese 24 ore su 24, non so perché.”

Forse hai ragione tu Cristina, hai trovato l’analogia corretta tra Green Hill e Guantanamo. Prima che possa passare alla domanda successiva mi dice: “Sei mai entrata in un allevamento intensivo?” No, purtroppo o per fortuna… “Beh la cosa che ti colpisce maggiormente è ovviamente l’odore, ma il rumore degli aspiratori è qualcosa di assordante. Mentre eravamo sul tetto hanno preso a funzionare, le lamiere del tetto tremano, il rumore è fortissimo e comincia ad uscire questa puzza insostenibile, questo odore dolciastro di deiezioni dei cani, vomito, odore di chiuso misto a terrore… non so come spiegartelo, ma credo sarà un odore che mi porterò nelle narici per diverso tempo”.

un momento della veglia

Com’è stata la gestione logistica della nottata? “Beh, come ti dicevo avevamo coperte termiche contro il freddo, cercare di dormire su di un tetto spiovente però è quantomeno complicato. Una di noi è riuscita ad aggrapparsi con le mani al vertice del tetto ed a dormire distesa, non so ancora come abbia fatto, ma ce l’ha fatta, un altro si è incastrato in qualche modo ed anche lui ha dormito un’oretta. Io mi sono rannicchiata, ma ogni volta che prendevo sonno scivolavo e di fare un ruzzolone giù dal tetto non ci tenevo, quindi ho chiuso gli occhi a singhiozzo e la mattina ero più anchilosata di prima…”

Ed i rapporti con le forze dell’Ordine? “Altro capitolo interessante… Noi “dovremmo” essere al riparo da ogni sorta di denuncia, non abbiamo rotto nulla, nemmeno la rete per entrare e non abbiamo impedito ai lavoratori di espletare il loro dovere. Ci siamo limitati a stare lì. Le forze dell’Ordine hanno provato a farci scendere in tutti i modi, bloccando l’arrivo di viveri, coperte ed acqua (come l’embargo contro Cuba ndR), puntandoci un riflettore addosso ecc… Davanti a noi, oltre il cancello, c’erano alcuni sostenitori che si davano il cambio ogni tanto per darci supporto e per far arrivare notizie, questo almeno nella prima parte della giornata. Ad un certo punto però i “cambi” sono stati interrotti e le persone sono rimaste lì bloccate tutta la notte, senza coperte e cibo… 

il pentolone dello scandalo

Dopo diverse trattative erano riusciti a far arrivare alcune coperte e del cibo, ma un poliziotto troppo zelante ha inizialmente sequestrato le coperte ed ha cercato di infilare un piede nel pentola di riso caldo. Poi tutto si è risolto, ma il riso ormai era congelato ed una delle ragazze ha avuto le convulsioni da crisi ipotermica…”

Alcuni personaggi forse si ritrovano a fare un mestiere che non è proprio il loro, mi vien da pensare. E quando alla mattina siete scesi? Hai avuto paura che ti arrestassero? “Il coordinamento ha fatto un ottimo lavoro di mediazione, quindi non dovremmo avere ripercussioni ma comunque dopo essere stata su quel tetto ho realizzato un paio di cose fondamentali. Innanzitutto ho spinto i miei limiti “un po’ più in là”, come ti dicevo prima, soffro di vertigini, ma questo non mi ha impedito di salire sul tetto, ma SOPRATTUTTO ho realizzato che per quanto duro passare una notte al freddo, o terribile possa essere l’idea di andare in galera, non è davvero nulla a confronto di quello che passano questi animali. Io scesa dal tetto sarei andata a casa, mi sarei fatta una doccia calda, avrei avuto l’affetto dei miei cari. Se andassi in prigione avrei comunque un pasto caldo, un letto dove riposare ed attività ricreative…

ristoro dopo la nottata al freddo

Ma questi cani? Cosa conoscono oltre le sbarre delle gabbie, il pavimento freddo, i tavoli della sperimentazione? Mentre ci abbracciavamo per scaldarci pensavamo a quelle immagini di animali (cani, scimmie…) terrorizzati chiusi dentro una gabbia che cercano conforto l’un l’altro. No! Questo deve finire. Non è degno di un’epoca civile.”

Un’ultima domanda… hai un consiglio da dare ai gestori di Green Hill? “Sì. Cambiate lavoro. Ma ve lo dico con tutto il cuore”. Ed io aggiungerei – cambiatelo finché siete in tempo, dato che prima o poi questo lager chiuderà, meglio vi sistemiate per tempo… ma anche no…

AGGIORNAMENTO DELL’ULTIMA ORA

E’ di qualche minuto fa (scriviamo il 19 ottobre) la notizia che l’on. Michela Vittoria Brambilla dopo aver espresso solidarietà ai manifestanti sia in qualità di rappresentante politico, ma soprattutto quale cittadina abbia varato un emendamento che vieti l’allevamento su tutto il territorio nazionale di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione. Un emendamento non è una proposta di legge, ma una revisione che potrebbe quindi anche non essere approvata. Un emendamento infatti può essere valutato come in contrasto con precedenti disposizioni o non confacenti alla materia trattata. Se questo emendamento fosse varato, Green Hill dovrà chiudere, anche se probabilmente si reinventerà. Dal sito dell’on. Brambilla:

“È stato approvato in commissione Affari Sociali il nostro emendamento alla legge comunitaria 2011, di recepimento della direttiva del 2010, che ci permette di voltar pagina con la sperimentazione animale dopo decenni di orrori. Abbiamo quindi corretto i grandi errori della direttiva europea 63/2010 e abbiamo introdotto in maniera importante e definitiva il principio per cui l’utilizzo degli animali, in quanto esseri senzienti e portatori di diritti, deve essere abbandonato in favore dello sviluppo di metodi alternativi in vitro. Questo principio, solo in parte accolto dalla direttiva europea, diventa centrale nella nostra impostazione. Il testo approvato dalla commissione prevede infatti misure adeguate per la concreta attuazione del loro sviluppo e la destinazione di congrui finanziamenti allo scopo. Inoltre, in attesa che siano perfezionati metodi alternativi e completamente sostitutivi della sperimentazione su animali, sarà possibile effettuare test su cani, gatti e primati solo previa autorizzazione del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di sanità. Inoltre, gli animali non potranno essere più utilizzati per esercitazioni didattiche (eccetto l’alta formazione di medici e veterinari) e per esperimenti bellici.
Infine, ho oggi assolto ad un preciso impegno che avevo preso con tanti cittadini, associazioni animaliste e comitati spontanei che si sono mobilitati contro lo stabilimento Green Hill di Montichiari, dove sono allevati cani di razza beagle destinati ai laboratori. Pochi giorni fa, avevo postato sulla mia pagina personale di facebook e su quella creata dai militanti animalisti, un messaggio di solidarietà con una promessa di aiuto concreto per fermare quello che considero un vero e proprio orrore indegno di un grande paese civile. Sono felice di poter dire oggi che ho mantenuto la mia parola e mi sono fatta interprete delle aspettative dei tanti italiani che non sono più disposti ad accettare che il nostro paese ospiti quella che viene definita una “fabbrica di morte”: il nuovo testo vieta quindi su tutto il territorio nazionale l’allevamento di primati, cani e gatti, destinati alla sperimentazione.”


Annunci

2 Commenti su 29 H – RIFLESSIONI DI UN’ATTIVISTA DAL TETTO DI GREEN HILL

  1. una sola precisazione.
    E’ rimbalzata questa notizia del piede nella pentola alla velocità della luce tra volontari, cosa partita da un’affermazione dal tizio della Digos che durante la discussione ha detto: “avessi voluto fare il figlio di puttana vi avrei messo il piede nella pentola.”
    Qualcuno ha travisato il mio racconto,e in due secondi tutti avevano capito questa cosa.

    Non che voglia difendere la Digos eh, perchè strappare un pentolone di riso dalle mani di persone che hanno fame è un gesto che si commenta da solo, così come l’energumeno che ha strattonato i nostri ragazzi e strappato di mano le coperte, quando eravamo lì a barbellare dal freddo.
    O il pompiere che alla richiesta di qualche coperta termica ha risposto no, le dobbiamo tenere per noi.

    Precisazione solo per amor del vero, visto che comunque che son dei beceri l’hanno ampiamente dimostrato.

  2. Grazie per aver scritto questo post. Venerdì non ho potuto partecipare, ma ho pensato tutto il giorno al coraggio di quei 5 ragazzi, che ci hanno ampiamente dimostrato che il successo non dipende sempre e solo da numeri e poteri, ma anche da determinazione e coraggio delle proprie azioni.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: