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L’UNIONE FA LA FORZA

di Simona "Boss" Venus Spesso mi torna alla memoria una frase che diceva mia zia: “Prendi una bacchetta di legno dalle estremità, vedi com’è facile romperla? Ora prendine invece una fascina… la famiglia è così”. Questa grande verità mi serve per ricordare a me stessa quanto l’unione, la vicinanza ed il sostegno delle persone che condividono le stesse idee siano importanti per ognuno di noi. Spostando il punto di vista dalla famiglia in senso stretto, alla famiglia allargata degli attivisti animalisti italiani non possiamo negare che questa immagine sia davvero distante dalla realtà.

L’ESEMPIO ANGLOSASSONE
E’ vero. Sono sempre stata un po’ filo-anglo/americana. Nasco col mito delle grandi rock band, delle groupie, del flower power, del punk. Vedevo Londra e gli USA come delle mete dove le persone alternative potevano avere un futuro, dove la libertà di pensiero e di parola era una realtà tangibile, dove il fermento culturale e sociale era evidente e dove avrei potuto lasciarmi alle spalle il provincialismo tipico delle città italiane (sì anche della Milano in cui sono nata). Non ho mai vissuto in nessuno di questi due Paesi, ma la curiosità per il loro modo di pensare mi è rimasta. E soprattutto nel campo della presa di coscienza dei diritti sociali, i Paesi anglosassoni fanno da scuola. In Inghilterra è nato l’ALF, qui abbiamo la più alta percentuale di vegetariani, riviste femminili come Cosmopolitan dichiarano che non pubblicheranno mai più servizi o pubblicità contenenti pellicce. Gli USA hanno dato i natali alla più grande, estremista e controversa associazione per i diritti animali PeTA (People for the Ethical Treatment of Animals). Negli USA (ma anche in Inghilterra) la gente è disposta ad andare in galera per le proprie idee, manifestano in maniera importante, si fanno sentire… e in Italia invece cosa facciamo? Litighiamo. Sempre. Per qualsiasi cosa. Le varie associazioni raramente collaborano tra loro ed ogni due per tre ne nascono di nuove che poi si scindono al primo disaccordo proprio come il nostro Parlamento. Oggi mi facevano notare che gli animalisti italiani, quando hanno fatto azioni illegali, una volta scoperte le hanno negate anziché professarne la liceità oltre la legge e che l’America oltre a Bush produce Obama, noi oltre a Berlusconi, Casini. Siamo allora destinati a soccombere? A restare segregati nel provincialismo delle nostre azioni e delle nostre teorie? La risposta è no. Ma dobbiamo aver ben presente cosa abbiamo davanti, cosa vogliamo fare e SOPRATTUTTO che lo facciamo PER GLI ANIMALI!!!

RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE
Nell’arco della mia esperienza ho evidenziato alcuni punti fondamentali che cerco di non dimenticare quando le cose diventano più complicate sia psicologicamente che materialmente e cioè:

Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te.
Qui la religione non c’entra, ma l’empatia. Dobbiamo essere in grado di metterci nei panni degli altri e la cosa si fa più complicata quando gli “altri” sono diversi da noi biologicamente. Per un cane, una gallina, una zanzara la propria vita è importante tanto quanto lo è per me la mia. E’ plausibile pensare che un gatto, una scimmia o un topo non desiderino soffrire tanto quanto non lo desidero io? E provate a mettervi nei panni di un’ape, di una mosca o di un pesce: immaginate di morire schiacciati o soffocati da qualcuno che ha la “fortuna” di essere più forte o più grosso di voi. Il “fare schifo” come spesso diciamo di ratti, bisce o ragni, l’essere “buono da mangiare” o “stupido” come sento dire delle mucche, non sono ragioni valide per abusare di altri esseri viventi. Quante persone conoscete che vi fanno schifo o ritenete stupide? Vi sentite in diritto di ucciderle?

Noi abbiamo ragione.
Intendo noi attivisti. Abbiamo ragione. Chiunque combatta e si spenda per migliorare la società ha ragione. E noi più degli altri perché diamo voce a chi non ne ha. Gli uomini possono organizzarsi per ribellarsi, ma gli animali possono organizzarsi per ribellarsi a noi? Il genere umano per gli animali rappresenta sia il salvatore che il carnefice. Tu da che parte decidi di stare?

Non siamo onniscienti.
Chiunque di noi abbia fatto una scelta di tipo animalista si è sentito subissato da richieste e domande più o meno logiche. Sembra che per il resto del mondo noi dobbiamo avere una risposta a tutto: dall’incidenza delle proteine sulla dieta a come si cura un piccolo di aquila. Ci dedichiamo agli animali, quindi è OVVIO che siamo in grado di risolvere ogni caso di abbandono o di maltrattamento. Alzi la mano chi non si è sentito dire almeno una volta nella vita: “La mia gatta ha fatto 8 cuccioli, te ne occupi tu che ami gli animali? In quella casa ci sono dei cani in catena, puoi fare qualcosa? Ma non dire che l’hai saputo da me.” Così non va bene. Mettiamo dei paletti. E’ vero che dobbiamo far crescere una coscienza etica nelle persone, è vero che è importante e possiamo prenderlo come impegno quello di educare gli altri, ma non dobbiamo permettere che gli altri si puliscano così la coscienza. Un mio vicino di casa si è presentato a casa mia dicendomi che il nipote e sua moglie non volevano più tenere il loro gatto, per caso lo volevo io visto che ne ho già 12? Scopro che hanno già fatto lo stesso giochetto con un cane e che vogliono togliersi il gatto di torno per andare in vacanza. Gli dico che sì, prendo il gatto, dietro un compenso di 350€ per sfamarlo per almeno un anno (non trovo certo i soldi sull’albero) e la deposizione presso un avvocato di una dichiarazione in cui la coppia si impegna a non prendere mai più nessun animale. Forse sono stata un po’ dura, ma il gatto è rimasto a casa propria.

La collaborazione è fondamentale.
Dobbiamo tenere a mente IL principio secondo il quale facciamo quello che facciamo non per noi, ma per gli animali. Se non partecipiamo ad una manifestazione organizzata dall’associazione X perché ci sono antipatici danneggiamo gli animali, se pubblicamente denigriamo l’operato dell’attivista Y chi ne risente sono solo gli animali. Mettiamo loro al primo posto, non i nostri sciocchi battibecchi. Non sto parlando di politici ai quali, nel 90% dei casi, la questione del benessere degli animali interessa fino a che porta voti e soldi. Sto parlando di voi, gente comune, che fate le staffette per togliere i cani dai canili lager, che adottate i topi da laboratorio, che sfidate insulti, botte e temperature proibitive per aiutare chi è in difficoltà. Non state zitti, non fatevi imbavagliare da chi vi vuole imbottiti di tette e culi e da chi ci vuole l’uno contro l’altro in una guerra tra poveri.

La rivoluzione comincia nel piatto.
Volete bene agli animali, però non riuscite a rinunciare al vostro hamburger. E giustificate il vostro giubbotto di pelle col fatto che comunque le mucche le mangiamo. Oppure siete già vegetariani, ma il passo del diventare vegan non lo volete ancora prendere in considerazione perché vi piace la Nutella o il gelato. Ricordatevi che l’uomo non “ha bisogno” di nulla per vivere. Tutto quello che ci sembra un “bisogno” in realtà è solo un’abitudine. Possiamo privarci di tutto (tranne che dell’acqua) e sopravvivremmo lo stesso. Un cane, una mucca, un pesce non sono categorie di animali di diversa importanza, siamo noi stessi che attribuiamo loro un valore secondo la nostra personale scala culturale. Ci stupiamo dei cinesi che mangiano cani e gatti, ma cosa dovrebbe dire un indiano che ci vede mangiare la mucca? O un arabo che ci vede mangiare il maiale? Leggete LA DIETA SKINNY BITCH delle ed. TEA per un’esilarante ma scientificamente completa lettura (è un libro pensato più per le donne che per gli uomini, ma ho visto che è uscito negli USA SKINNY BASTARD).

Un passo alla volta.
Personalmente vorrei spendermi di più per gli animali, organizzare mostre, manifestazioni, studiare per diventare veterinaria, dare loro la mia voce… e invece spesso mi sento incastrata tra la voglia di fare e la frustrazione della vita di tutti i giorni, del lavoro, della stanchezza che mi rende immobile. Inoltre gli abusi che perpetriamo sugli animali sono talmente tanti, di tale enormità e sempre nuovi che non so mai da dove cominciare e spesso mi ritrovo ferma. Come uscire da questa dannosa inattività? Non guardando il problema nella sua totalità, ma affrontandolo metodicamente un passo alla volta. Non possiamo risolvere tutto e subito e soprattutto è importante che l’attività venga protratta nel tempo. Meglio poco una volta la settimana piuttosto che bruciarsi in quindici giorni. In commercio esistono diversi testi su come affrontare l’attivismo animalista, questi i migliori titoli:

on-line: Manuale di Attivismo di Agire Ora
on line: Come difendere i diritti degli animali
scaricabile in PDF: Tra il dire e il fare – Guida pratica per attivisti alle prime armi a cura di Fermare Green Hill

Striking at the roots di Mark Hawthorne
The PeTA Practical Guide to Animal Rights di Ingrid Newkirk
You can save the animals di Ingrid Newkirk

Vorrei chiudere con uno slogan ad effetto stile “Yes we can”, ma l’unica cosa che mi viene in mente è che per quanto possa sembrare piccolo, è vero che una persona può fare la differenza. Perché non tu?

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11 Commenti su L’UNIONE FA LA FORZA

  1. Non vorrei smitizzare gli attivisti inglesi, ma proprio in questi giorni si è svolto l’incontro nazionale…ed han litigato, non risolvendo nulla. Perchè tutto il mondo è Paese, e siamo tutti esseri umani pieni di difetti. Il primo, il maggiore: l’ego! Frequentando assiduamente attivisti di varie nazioni, vedo la stessa cosa. La voglia di emergere (coi diritti animali! Follia pura!) fa sì che non si giunga ad alcun risultato. O ci diamo una svegliata, o rischiamo di perdere tutte le battaglie: e se noi perdiamo, gli animali muoiono. Facciamocelo entrare in testa, prima che sia troppo tardi
    Grazie Simona

    • Ciao Loredana, grazie del commento. Hai ragione, tutto il mondo è paese… dobbiamo far sì che questo Paese diventi il mondo. Ed a volte è davvero così semplice, basta tenere a mente un UNICO pensiero: “Per chi lo sto facendo? Per gli animali”.

  2. Sono daccordo con molti punti di questo bell ‘ articolo..
    e lascio un invito: partecipate il 16 settembre 2011 a Montichiari(il posto tristemente noto per l’allevamento Green Hill,la fabbrica di cani beagle destinati alla vivisezione.)
    Il Comitato montichiari contro green hill organizza una serata con la proiezione al Cinema Gloria in via S.Pietro alle ore 20,30 con ingresso libero del Film” Aurora-il sogno della liberazione” ..Prima della proiezione interverrà il regista che spiegherà le motivazioni che lo hanno portato a realizzare un film, dove si racconta di una ragazza che entra a far parte di un gruppo che libera animali da laboratori,mette in gioco la propria vita per salvare animali destinati alla vivisezione,un viaggio all’interno di un mondo dove la giustizia non ha niente a che fare con la legge..
    Interverranno anche i promotori della campagna contro green hill e alcuni membri del comitato di montichiari.Al termine serata ,seguirà un breve dibattito con le domande del pubblico..
    http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.com/

  3. Mi trovo daccordo con buona parte di questo articolo e approfitto per lasciare l’invito a questo evento a Montichiari,dove risiede Green Hill,la fabbrica di cani beagle destinati alla vivisezione.
    Prego tutti di mantenere l’attenzione su questa orribile realtà e di agire affinchè questi crimini cessino…Raffy
    Il Comitato Montichiari contro Green Hill vi aspetta venerdì 16 settembre 2011 alle ore 20.30, presso il Cinema Gloria di Montichiari (BS), via San Pietro 3 (una laterale di piazza Santa Maria), per assistere alla proiezione del lungometraggio “Aurora – il sogno della liberazione” del regista bresciano Piercarlo Paderno. Il film, adatto a tutti in quanto non contiene scene di violenza che possano turbare gli spettatori, ha una durata di circa 70 minuti ed è una sorta di fiaba moderna con finale a sorpresa. Prima della proiezione sono previsti una breve presentazione del Comitato e l’intervento del regista che spiegherà al pubblico le motivazioni e la scelta di realizzare un film su un tema così delicato. Al termine della serata, seguirà un breve dibattito con le domande del pubblico. E’ nostra intenzione mantenere sempre alta l’attenzione su Green Hill, “la fabbrica di cani” e sensibilizzare il più possibile le persone sull’inutilità e sulla dannosità di questa pseudoscienza chiamata vivisezione o più ipocritamente “sperimentazione animale
    (ingresso libero)

  4. Condivido molti dei tuoi pensieri, Simona!
    Non è così semplice l’unione, molto meno facile quando sei nell’ambiente da un po’…ma il traguardo finale è troppo importante…e allora FORZA!

  5. E il 17 c’è qui a Torino anche la manifestazione contro la caccia. Settembre caldo per l’attivismo, buon segno 🙂
    La vicenda Green Hill è significativa, eravamo migliaia all’inizio, con il top della manifestazione di Roma. Poi via via il numero è calato, all’ultimo presidio di Brescia eravamo una cinquantina. E’ andato bene comunque, ma del gruppo Piemonte c’ero solo io su 80. Queste sono campagne lunghe e sfibranti, non possiamo permetterci di cedere
    Vi abbraccio xxx

    • Sì è vero che poi piano piano il gruppo si sfina. La manifestazione di Brescia però era un caso a parte… pubblicizzata moltissimo quella annullata poi per pioggia, mentre di quella che si è svolta in pochi ne erano a conoscenza. L’ideale sarebbe avere una sorta di turn-over oppure sempre nuove forze…

  6. non siamo abbastanza, e noi “anziani” cominciamo a deprimerci: in 20 anni ne ho visti passare migliaia, ma poi per vari motivi si sono defilati. I “nuovi” si spaventano in fretta, perchè i risultati sono pochi e le liti troppo accese e frequenti.
    Io resto comunque ottimista, altrimenti è finita 🙂

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