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CONOSCENZA O SUPERSTIZIONE?

di Fabio "VegWizard" Costanzo Tra falsi miti e concetti di nutrizione fuorviata da interessi economici e di potere, affoghiamo in una costante lotta tra informazione e controinformazione, come nell’eterna lotta tra bene e male, luce ed ombra, verità e menzogna ma… chi è nel “giusto” e chi vuole mantenere il potere su un popolo ignorante o falsamente informato (o diligentemente disinformato)? È difficile dirlo, nonostante molti personaggi abbiano provato sulla loro stessa pelle le infondatezze di alcuni concetti e luoghi comuni ed aiutato moltissime persone malate ed in difficoltà a superare e guarire perfettamente disturbi spesso anche gravi. Il test che segue non vuole valutare la vostra conoscenza accademica, bensì porvi di fronte a questa ormai secolare diatriba tra ciò che si sa e ciò che si vuole far sapere, ciò che si vuole ottenere e cosa si pretende venga mantenuto un “segreto”… Scopri quanto le fonti ed i concetti che ciascuno di noi ha sempre creduto veri siano tendenziosi e strumentalizzati per mantenere una certa “verità”… Rispondi alle domande che seguono e poi leggi le risposte per approfondire quanto basta per farti venire dei sani dubbi… I) Per ottenere un sufficiente apporto di proteine, mangiare carne o uova è il miglior metodo poiché contengono proteine nobili Vero o Falso II) Mangiare tanta frutta e verdura (soprattutto cruda) provoca flatulenza e problema digestivi Vero o Falso III) Una dieta vegetariana o vegana non ha bisogno di più attenzione medica e non porta facilmente a rischi di carenze Vero o Falso IV) I cibi più elaborati e complessi sotto il punto di vista della cottura e della quantità di ingredienti sono quelli più nutrienti Vero o Falso V) Numerate i seguenti alimenti secondo la ottimale successione temporale per la migliore digestione possibile a) Carne, pesce, legumi o latticini b) Pasta o riso c) Frutta d) Verdura (cotta o cruda) VI) La carenza di Ferro può essere provocata da (due risposte sono vere): a) Scarsa assunzione di Ferro dagli alimenti b) Poca carne nella dieta c) alta predisposizione genetica d) Carenza di altri nutrienti VII) La presenza di canini nella dentatura testimonia la predisposizione di una specie a mangiare carne Vero o Falso VIII) La cottura dei cibi comporta: a) l’aumento della digeribilità di tutti i cibi b) miglioramento del sapore c) distruzione di enzimi, vitamine e proteine d) niente IX) La migliore fonte di calcio e di prevenzione per l’osteoporosi è: a) Frutta rossa b) Latte non scremato c) Verdura a foglia verde scuro d) Noci e semi X) Elevate quantità di proteine nella dieta, comportano: a) Alta acidità b) Problemi cardiovascolari c) Una condizione fisica ideale d) Grande massa muscolare XI) Tutte le ricerche scientifiche sono finalizzate a: a) Migliorare la salute umana b) Alimentare il commercio c) Conoscenza d) Sensibilizzare il pubblico XII) Mangiare “di tutto un po'” è il modo migliore per: a) Limitare i rischi ed i danni b) Assumere tutti i nutrienti c) Raggiungere un compromesso d) Mantenersi in salute XIII) Il senso di pesantezza dopo un pasto non solo si può ridurre, ma anche eliminare completamente. Vero o Falso

Risposte ed approfondimenti

I) FALSO

Il termine proteine nobili significa semplicemente che questi alimenti contengono (e non è detto che lo facciano nelle proporzioni ottimali per l’uomo) gli 8 amminoacidi essenziali, cioè quelli che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare da solo. La carne e le uova contengono effettivamente grandi quantità di proteine e questo rende più probabile l’acidificazione dell’organismo, che provocherebbe più disturbi di quanti sarebbero i benefici derivanti dall’assunzione contemporanea di tutti gli amminoacidi essenziali. Non è necessario assumerli all’interno dello stesso pasto, ma nell’arco di un periodo di tempo che consenta di non rimanerne a secco. Il corpo sarà così in grado di costruire in continuazione tutti i “mattoncini” di cui ha bisogno per rinnovarsi, partendo dagli amminoacidi che assume direttamente in forma semplice (da frutta e verdura), o scomponendo le proteine complesse (da carne e derivati animali, cereali e legumi).

II) FALSO

Eventuali casi di gas e di problemi digestivi che si formano dopo un pasto a base di verdura o frutta, non sono provocati da questi alimenti di facile digeribilità ed assimilabilità. Questi cibi sono in grado di smuovere fisicamente (verdura) e chimicamente (frutta) l’attività di depurazione che l’organismo esercita o cerca di esercitare ogni volta che si entra nella fase di digiuno (corto o lungo) tra un pasto ed un altro. Lunghi periodi di alimentazione pesante, carente in fibre e sostanze depurative, intasano l’intestino e le vie linfatiche del corpo che, non appena assume ciò di cui ha bisogno per una pulizia più attiva, tenta di risolvere i problemi in modo più energico. L’effetto è paragonabile al trovarsi nel bel mezzo delle pulizie di primavera delle nostre case, dopo aver svuotato gli armadi, spostato divani e letti e fatto uscire più sporcizia possibile.

III) VERO

La necessità di avere un’alimentazione equilibrata e la probabilità di incorrere in problemi di salute per carenze o di altra natura sono praticamente uguali sia per l’alimentazione “onnivora” che per quella vegetariana o vegana. L’incidenza altissima di problemi cardiovascolari, di obesità o sovrappeso ed osteoporosi nella dieta onnivora è molto superiore rispetto a quella di anemia e carenza di alcune particolari vitamine (D, B12 o K) tra i vegetariani e vegani. Inoltre, i veg che soffrono di questi “disturbi”, spesso possono trascinarsi le carenze da quando erano ancora onnivori. Semplicemente, la maggiore attenzione o paura di incorrervi, fanno sì che essi scoprano queste mancanze alle prime analisi successive al cambio di abitudini alimentari.

IV) FALSO

I motivi per cui quest’affermazione è infondata e fuorviante sono due:

Primo: un cibo elaborato, cioè ricco di ingredienti, ha altissime probabilità di contenere tipologie di alimenti incompatibili tra di loro. Diventa praticamente certo che contenga sia carboidrati (anche complessi) sia proteine (facilmente anche carne o pesce). Questi due macronutrienti hanno bisogno di ambienti digestivi completamente diversi: i cibi in cui prevalgono i carboidrati richiedono un ambiente poco acido o alcalino, quelli di prevalenza proteica richiedono ambienti acidi, molto acidi se si tratta di carne o pesce. L’organismo, nel migliore dei casi, riconosce entrambi i nutrienti e predispone un ambiente digestivo con un’acidità (pH) intermedia. Questa però risulta essere troppo acida per i carboidrati ed insufficientemente acida per le proteine provocando una cattiva digestione dei 2 gruppi di alimenti.

Secondo: la cottura rende commestibili alcuni cibi, ma ciò non significa che li renda più nutrienti. Se è vero che alcuni elementi vengono trasformati dal calore (come ad esempio alcuni carboidrati delle zucchine, che diventano quindi più digeribili), è altrettanto vero e molto più frequente che il calore distrugga gli enzimi rendendo i cibi meno digeribili e rafforzi il legame all’interno delle proteine che diventano così inutilizzabili.

V) (c) FRUTTA, (d) VERDURA, (b) PASTA OPPURE (a) CARNE

Per comprendere il motivo per cui bisognerebbe mangiare in questa sequenza, basta pensare al condotto digestivo come ad una galleria ad una corsia. La frutta è la Ferrari della strada, la verdura un’Alfa Romeo, la pasta e la carne sono delle 500… Per avere un flusso ed un lavoro digestivo continui, armoniosi e senza ingorghi, sarebbe ideale far passare in sequenza, magari con delle pause tra una portata e l’altra, i “mezzi” dal più prestante al più lento.

Una piccola precisazione sui tempi: sarebbe consigliabile mangiare la frutta da sola, lontana da altri pasti. Al massimo può essere compatibile solo all’assunzione di foglie crude (insalata). Per quanto riguarda cibi ad alto contenuto di carboidrati o di proteine, sarebbe molto meglio dividerli del tutto sia tra loro (meglio non mangiare patate insieme ai cereali, o carne insieme ai legumi), sia tra i diversi tipi (meglio mangiare carboidrati in un pasto e proteine in un altro).

VI) (a) SCARSA ASSUNZIONE DI FERRO DAGLI ALIMENTI e (d) CARENZA DI ALTRI NUTRIENTI

Le carenze sono di due tipi:

Assoluta: in cui manca l’elemento in considerazione. In questo caso le riserve di ferro sono scarse o assenti.

Relativa: in cui manca qualche altro micronutriente che permette all’organismo di utilizzare il Ferro (o qualsiasi altro nutriente).

Nel caso del Ferro, è ormai noto che la sua assunzione è facilitata dalla presenza di riserve di vitamina C. Soprattutto la forma non eme del ferro (di cui abbondano i vegetali) è assimilabile senza problemi se l’organismo è provvisto di vitamina C. Questo requisito è garantito in una dieta ricca di frutta.

Ad avvalorare ciò, c’è poi un concetto di cui non si parla mai, chissà perché. In molti casi si sono trovati dei residui di Ferro organico, anche abbondanti, in soggetti anemici. Quindi era evidente che il minerale era assunto a volontà dall’organismo, ma che questi non riusciva ad utilizzarlo.

VII) FALSO

I canini sono importantissime armi per gli animali predatori, tanto che questi denti sono molto più grandi di tutti gli altri e talvolta crescono in continuazione, in quanto l’utilizzo per la caccia li consuma. Molti altri animali, tra cui anche noi ed i nostri cugini le scimmie antropomorfe (che appartengono alla stessa nostra famiglia e sono nostri “cugini”, non antenati), hanno dei canini che, per quanto grandi e ricurvi, non hanno una funzione alimentare. I denti sono grandi, ma non primeggiano sugli altri. Il loro ruolo, a differenza di quelli dei grandi o piccoli predatori, è principalmente sociale. Nella corsa alla  conquista del potere (e delle femmine) nei clan e nei gruppi, si impone chi impaurisce o chi sconfigge i rivali, ed i grandi canini sono armi vantaggiose, sia per intimorire “pacificamente”, sia per imporsi con violenza sugli altri.

Inoltre, la dentatura non è l’unica caratteristica che determina la dieta di un animale. Per accertarsi con cura delle sue abitudini alimentari, bisogna cercare anche la presenza di artigli, muscoli che favoriscono la corsa o l’agguato, altissima acidità dei succhi gastrici ed una contenuta lunghezza dell’intestino… oltre a capacità meno visibili, come la predisposizione delle cellule ad eliminare l’acido urico prodotto dalla digestione delle proteine animali.

VIII) (c) DISTRUZIONE DI ENZIMI, VITAMINE E PROTEINE

Prima di spiegare questa risposta, probabilmente c’è da chiarire il motivo per cui la risposta (a) sia sbagliata o comunque meno giusta della (c). La cottura del cibo può rendere effettivamente più digeribili alcuni cibi, ma non tutti. Inoltre è un metodo per rendere appetibile un determinato cibo, una sorta di trucchetto usato per far credere al palato che ciò che stiamo mangiando sia un alimento naturale, in modo che esso permetta di farcelo mandare giù. La appetibilità di un cibo non è sinonimo della sua digeribilità!

Ora passiamo al perché la cottura distrugge gli enzimi, le vitamine e le proteine.

Gli enzimi sono dei catalizzatori di processi organici, sono cioè delle molecole che fanno sì che le altre molecole di cibo percorrano un determinato processo in modo più veloce. Esistono vari tipi di enzimi, noi li categorizziamo in enzimi interni, cioè quelli che ha il nostro organismo, ed enzimi esterni, contenuti negli alimenti organici. Entrambi sono molto delicati: una temperatura superiore a 47° C li danneggia e distrugge. Stesso discorso vale per le vitamine, che vengono distrutte dalle alte temperature e per le proteine. Queste ultime, con l’aumentare della temperatura, diventano un blocco ingestibile di massa proteica che il nostro corpo non riesce più a scomporre in amminoacidi da immagazzinare, e quindi è costretto ad eliminarle senza poterle utilizzare. Questo rafforza l’infondatezza del mito della superiorità delle proteine della carne che, venendo cotta, perde gran parte delle innumerevoli proteine complesse che contiene.

IX) (c) VERDURE A FOGLIA VERDE SCURO

Sebbene il latte ed i suoi derivati siano noti per il loro alto contenuto di calcio e siano da decenni consigliati e decantati per un buon apporto di calcio all’organismo, c’è da dire che non è necessario mangiare cose che contengono grandi quantità di un determinato elemento per assumerlo. Una pepita da una miniera di ferro contiene grandi quantità di ferro… ottimo da prescrivere agli anemici, giusto?
Sbagliato! Il latte è un alimento altamente proteico (dato che deve garantire la velocissima e massiccia crescita di un vitellino). Questo enorme apporto di proteine nell’uomo provoca un’altissima acidificazione dei tessuti e degli ambienti organici, il calcio viene usato dall’organismo per neutralizzare questi acidi. Inoltre, non bastando il calcio contenuto nel latte o nel latticino, l’organismo gestisce questa “emergenza acidità”, utilizzando anche il calcio destinato o contenuto nelle ossa e nei denti, indebolendoli ed incorrendo nell’osteoporosi.
I numeri parlano: gli alimenti meno acidificanti e con maggiore contenuto di calcio (e che quindi hanno un contenuto relativo di calcio superiore al latte) sono proprio le verdure a foglia verde scuro.

X) (a) ALTA ACIDITA’

Assumere un’elevata quantità di proteine significa assumere meno carboidrati. L’organismo quindi, oltre ad utilizzare le proteine come grandi mattoni da scomporre in unità costruttive più piccole (amminoacidi) ed immagazzinarli per ristrutturare il corpo, le usa anche come “benzina” per ottenere energia. I principali prodotti di “combustione” dei carboidrati sono energia ed anidride carbonica che il corpo elimina con la respirazione.
Chi ha risposto con (d), sappia che i muscoli si sviluppano con l’esercizio fisico, non con le proteine. Più è pesante lo sforzo muscolare, più il muscolo stimola la sua crescita. Le proteine servono solo a fornire il materiale per costruirli: una normale dieta equilibrata garantisce questa ricostruzione.

XI) (b) ALIMENTARE IL COMMERCIO

Lo ammetto. In questa domanda sono stato cinico. La maggior parte delle ricerche scientifiche hanno come scopo il miglioramento della salute e della vita umana. Non TUTTE però, purtroppo. Da secoli si ritiene, o conviene ritenere, che la sperimentazione dei prodotti farmaceutici, chimici, cosmetici ecc… debbano

Immagine storica della scimmietta Britches utilizzata per esperimenti sulla deprivazione sensoriale e liberata dall'ALF nel 1985

essere testati sugli animali per evitare problemi agli uomini che li useranno. Non è così: se proprio si deve parlare di vivisezione utile, questa è terminata con la fine degli esperimenti sugli umani degli scienziati e medici nazisti e di altri criminali contro i diritti umani. Ora resta solo la vivisezione sugli animali, addolcita con il termine “sperimentazione animale”, un altro ingiustificabile crimine contro la vita. È completamente inutile per un semplice motivo. Ciascuna specie animale ha caratteristiche fisiche, risposte alle sostanze e comportamenti caratteristici di QUELLA DETERMINATA specie. La diossina ucciderebbe un animale di una specie, può essere tossica per un’altra e del tutto indifferente per una terza. Le specie non devono essere necessariamente diverse tra loro in modo profondo.

i beagle sono tra i cani maggiormente utilizzati nella sperimentazione a causa della loro forte resistenza

Questi risultati così diversi posso essere riscontrati anche tra topi e ratti, animali che moltissime persone distinguerebbero con difficoltà. Proprio per questo motivo, riconosciuto contraddittoriamente dalla scienza che pratica vivisezione e dalle autorità sanitarie che la autorizzano, TUTTI i risultati degli esperimenti sugli animali DEVONO OBBLIGATORIAMENTE essere verificati nuovamente su soggetti umani. Questa necessità di prova invalida la credibilità dei test precedenti e quindi della vivisezione stessa. A che serve testare qualcosa sugli animali se i risultati dovranno poi essere testati nuovamente sull’uomo? Il test sugli animali diventa affidabile quanto il lancio di una moneta.
L’unica spiegazione al fatto che dopo decenni la vivisezione sia ancora così “necessaria” è l’enorme commercio che accomuna case farmaceutiche, allevamenti di animali da laboratorio (cani, gatti, scimmie, oltre a cavie, topi, pesci ed uccelli) e trasportatori.

XII) (c) RAGGIUNGERE UN COMPROMESSO

Carlo Cannella

Un nutrizionista aveva fatto del “mangiare di tutto un po’” un luogo comune al limite del motto pubblicitario. Poco tempo fa questo nutrizionista è morto di cancro, come la stragrande maggioranza degli individui del mondo “civilizzato”. Quindi questo motto non è poi così valido, se i risultati sono così vaghi!!
Per studiare la nutrizione, come per le altre scienze, servono soldi. Accumulare soldi è l’obiettivo delle grandi case produttrici (dai farmaci, agli pneumatici, al cibo). L’investimento pubblicitario è un grande mezzo per ottenere molti soldi, in cambio di pochi soldi dati ad altri. Nessuno può pubblicizzare il prodotto di un determinato tipo di industria come uno specialista del settore. Un nutrizionista è perfetto per pubblicizzare la carne, i farinacei raffinati e gli OGM, il pesce d’allevamento e le merendine “equilibrate”. Ma un nutrizionista è molto simile ad un medico: la sua vocazione è salvare i suoi simili, aiutarli… ma per vivere ha bisogno di soldi e, per vivere comodo, ha bisogno di più soldi.
Ecco che aiuta i suoi simili raccomandando di mangiare almeno 5 porzioni di verdura e 3 di frutta al giorno… praticamente, con 8 porzioni al giorno, non si avrebbe più posto per mangiare altro… ed ecco che aiuta il suo portafogli pubblicizzando carne o prodotti cerealicoli delle grandi industrie alimentari. Ma resta comunque un medico, qualcuno chiamato a migliorare il bene comune… come fare per aiutare gli altri e continuare ad avere un portafogli pieno? Semplice!! Mangiamo “di tutto un po’”!

XIII) VERO

Millenni di evoluzione hanno reso i tessuti degli organismi viventi in grado di riconoscere il cibo con cui entrano in contatto. La Natura ha dato ad ogni animale la sua nicchia ecologica, specializzandolo a mangiare una determinata (e molto spesso ridotta) gamma di cibi. Ecco che quasi tutti gli animali si specializzano anche secondo al loro alimento: frugivori, erbivori, insettivori, carnivori… e l’uomo?
L’uomo è l’insieme di tutte le categorie in un unico animale. Mangia frutta, erba, insetti (in alcune popolazioni), carne… come fa? Ovvio! Frega il suo stesso corpo! Cuocendo i cibi li rende appetibili per il gusto, ma ne distrugge o modifica la composizione e soprattutto il contenuto di enzimi. Ogni alimento ha in sé gli enzimi che attivano determinati processi e reazioni organiche, in determinate condizioni di acidità, temperatura, ecc… Con la cottura viene adeguato il cibo al gusto, al palato dell’uomo, ma non al suo organismo che non riconosce ciò che gli viene “somministrato” come cibo, ma come materiale ignoto che invade e sporca i suoi tessuti. Come per ogni invasore, l’organismo attiva dei processi di difesa: gruppi di globuli bianchi (leucociti) circondano i corpi estranei tentando di distruggerli. La produzione dei leucociti è un sistema di emergenza, non abituale, e questo è motivo di affaticamento del corpo che è costretto a produrne in grandi quantità. Per recuperare le energie, l’organismo disattiva tutti gli altri processi non vitali, provocando quel senso si spossatezza che accusiamo dopo aver mangiato troppo o troppo pesante, detto leucocitosi digestiva. Per eliminare questo processo di difesa, occorre mangiare meno e consumare pasti con prevalenza di cibo crudo, che è facilmente riconoscibile come vero alimento da parte del corpo.

In conclusione, tanti luoghi comuni sono stati il frutto di anni di informazione. Spesso questa informazione viene strumentalizzata per gli obiettivi di pochi: potere e denaro. La controinformazione o l’approfondire ciò che ci viene detto in modo il più possibilmente critico, logico e semplice ci permette di ottenere insegnamenti genuini che ci permetteranno di prendere decisioni veramente libere.

Come diceva un medico igienista a cui la scienza medica ha fatto un gran torto non riconoscendogli i grandi meriti dei risultati sconvolgenti delle sue intuizioni

Ho avuto un’ottima istruzione, mi ci sono voluti anni per liberarmene (Arnold Ehret)

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3 Commenti su CONOSCENZA O SUPERSTIZIONE?

  1. Semplicemente perfetto! L’informazione è la base da cui partire, troppe persone ignorano (molte perchè lo vogliono) che vivere vegan si può…e si deve!

  2. Molto ben fatto, lo condivido subito!!! 🙂

  3. Ciao,
    Ehret non era medico ma professore di disegno! Lui disse anche che l’alimentazione è un libro dai 7 sigilli! Quest’ultimo suo pensiero lo condivido in toto! Aggiungo che io penso ancora che nessuno, alla pari della fontana dell’eterna giovinezza, sia riuscito a trovarlo, aprirlo e leggerlo questo dannato “libro”… sia esso onnivoro, carnivoro, vegetariano, vegano, igienista, fruttariano, breathariano, etc.etc.
    “La morte per cancro di Linda McCartney, vegana convinta, ha messo in crisi parecchi vegani che si ritenevano assolutamente al sicuro dalla malattia.” ; anche Steve Jobs era vegano eppure è morto di cancro…
    Che dire? E’ nobile, lodevole e appoggio chi è vegano, peggio ancora fruttariano, per etica; non trovo giusto, però, spacciare tali regimi alimentari come gli unici in grado di garantire la salute quando per me è evidente che non lo è. La salute è poliedrica e non poggia le basi solo sul fattore alimentazione. L’alimentazione è solo uno dei tanti importanti tasselli di un complesso puzzle chiamato salute…
    Buona vita!

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