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Vinceremo il drago con un cotton fioc

Il circo un divertimento popolare? Il circo uno spettacolo da salvaguardare? Il circo dà da mangiare ad un sacco di persone quindi dobbiamo preservarlo? Quello senza animali sì. Il resto è MERDA!!! Nuovo articolo del nostro ormai blogger ufficiale, Fabio VegWizard, sul presidio tenuto un mesetto fa a Rovigo contro il circo Merdano... ehm Medrano. Buona lettura. Il giorno Sabato, 4 settembre 2010, abbiamo tenuto una manifestazione nel piazzale antistante l’ingresso del circo Medrano, attendato a Rovigo. Non moltissime erano le persone che uscivano alla fine dello spettacolo, non tante erano quelle che si preparavano ad entrare al successivo, che si sarebbe tenuto di li a poco, e pochi, ma energici e determinati, quegli individui difficilmente compresi che si facevano rinchiudere in gabbie, incatenare ed imbavagliare, tenendo ben alti cartelloni che mostravano le condizioni degli animali nei circhi. È effettivamente incomprensibile, agli occhi dei più, la voglia di far si che quelle poche PERSONE tra la GENTE potessero scrollarsi di dosso il torpore di una cecità insensibile verso la condizione altrui, soprattutto degli animali. In fondo i problemi della nostra società sono ben diversi e più gravi dell’insensibilità verso chi non ha una dignità riconosciuta o verso chi soffre degli abusi perpetrati in tutte le forme immaginabili e non. Oggi siamo in periodo di crisi, morale dice la chiesa, economica dicono i politici, sociale dicono gli esperti. Perché preoccuparsi di chi una dignità non la merita, visto che ci sono ancora bambini sfruttati sul lavoro o peggio, la fame nel mondo e le malattie degenerative della nostra cultura innaturale? Perché si dovrebbe pensare alle bestie?

Qualcuno diceva che tra la violenza e la sopraffazione verso gli animali e verso gli umani, il passo è breve. Non è affatto errato. Ricerche di istituti psicologici e comportamentali hanno confermato e dimostrato che c’è una strettissima correlazione tra la violenza verso gli animali e quella verso gli umani. I più efferati criminali della storia avevano iniziato a sviluppare le loro sevizie su animali “inferiori” quali rospi e lucertole, passando poi a quelli più vicini all’uomo, come gatti o cani e poi, come ben più noto, si sono distinti per la loro crudeltà verso i propri simili.
Tutto nella società in cui cresciamo contribuisce all’educazione dei bambini e dei ragazzi, i futuri adulti della civiltà avvenire. I percorsi mentali sono infiniti ed ogni esperienza, anche se apparentemente insignificante ed accettata dai costumi correnti,  può aggiungere quel tassello necessario alla formazione di una tendenza egoista, violenta, aggressiva ed irrispettosa verso il prossimo.

I bambini sono spesso detentori e simboli di purezza, sensibilità ed empatia. Un bambino è intoccabile, immacolato e predisposto a comprendere profondamente i sentimenti degli altri, siano essi umani o non. Cosi è e resta fino a quando la loro tendenza naturale ad omologarsi all’ambiente circostante non corrompe queste caratteristiche, ormai non solo inutili alla società frenetica e capitalista ma addirittura dannosa ai meccanismi commerciali di ogni settore, a vantaggio di un quieto vivere in un mondo che ormai ha sostituito il linguaggio dell’anima con quello del profitto.
Con il più profondo amore parentale, i genitori, gli educatori delle nuove generazioni, cercano di far divertire i propri figli portandoli a vedere spettacoli circensi. Molti, in buona fede, fanno questo per spingere i loro piccoli a conoscere il mondo, sempre più circoscritto e respinto, degli animali. È vero, tutto è presentato in modo molto avvincente per i bambini: clown e presentatori provocano riso e compiacenza nelle esibizioni dei loro artisti e degli animali; ed è proprio questo clima gioviale e spensierato che contrasta mortalmente con la sofferenza degli animali, costretti ad eseguire esercizi innaturali e talvolta pericolosi o contro la loro natura. Queste creature, vengono addestrate secondo il classico schema del premio e della punizione: vengono spinti ad un esercizio e, se eseguito correttamente, ottengono una gratificazione, altrimenti subiscono una punizione (privazione del cibo, percosse, rimproveri, degenza forzata in uno stallo fin troppo ristretto). Tutto questo, associato a condizioni di trasporto e detenzione  che, nella migliore delle ipotesi avvengono nel rispetto delle leggi vigenti, resta pur sempre motivo di profonda frustrazione emotiva e fisica degli animali.
I nostri figli, si divertono seguendo le indicazioni divertite di genitori, pubblico e circensi ed assumono, di conseguenza, un atteggiamento di compiacimento anche verso la sofferenza ben visibile negli occhi e nei comportamenti sommessi dei fieri leoni, tigri, cavalli ed altri animali, mortificati dalla detenzione e dall’esecuzione coatta di quegli esercizi.

Alla lunga, tra circhi, televisione e costume popolare che considera gli animali come oggetti o merce o produttori di cibo, i giovani uccidono la loro sensibilità e la loro empatia, iniziando a trovare giustificazioni ai soprusi imposti sugli animali. Molti si fermano a questo punto, andando ad alimentare la società insensibile in cui viviamo; altri, invece, coltivano quest’arroganza acquisita, la accrescono, fino a praticarla con violenza verso i deboli, indistintamente umani e non, diventando soggetti indifferenti, aggressivi e talvolta anche violenti e propensi ad attività criminose.

Fermo restando che non si vuole affermare che il circo induca esplicitamente alla violenza ed all’insensibilità, è stato fondamentalmente questo il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere ai tanti padri, alle tante madri che acquistavano biglietti per l’imminente spettacolo di quel soleggiato pomeriggio di inizio settembre. Il Circo con animali può essere facilmente e piacevolmente sostituito da circhi con spettacoli di abilità e comicità di trapezisti, clown, attori, ballerine ed artisti di tutti i tipi, senza l’uso, lo sfruttamento e la detenzione sofferta di animali nati liberi, con la loro dignità e la loro valorosa vita.

Piccole vittorie sono state comunque ottenute, ben lontane dall’obiettivo ultimo della liberazione animale dalla sofferenza ingiusta ed insensata imposta dalla società umana: ci siamo ritrovati in un numero soddisfacente all’appuntamento a Rovigo, segno che sempre più persone sentono propria una problematica cosi a grande scala; alcune persone si sono ripromesse di riflettere su quanto visto e sentito da noi manifestanti, una coppia ha deciso di non comprare il biglietto e passare la serata in modo diverso da quello pianificato.

Ovviamente, pretendere di eliminare il circo con animali e tutti gli altri sfruttamenti con una manifestazione, o anche solo con azioni a breve termine, è pura utopia. Qualcuno ci ha paragonato a chi cerca di abbattere un drago con un cotton fioc; noi preferiamo considerarci come chi con il cotton fioc il drago lo indica agli altri, affinché, prima o poi, si spera, insieme ci si possa armare e combatterlo concretamente.. se cosi non sarà, pazienza, almeno chi dorme ancora sa che un drago esiste.

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