ULTIME NEWS

In Loving Memory – Nadir

Ciao amore mio… Sono già due settimane che oramai non sei più accanto a me e mi manchi da morire. Persino il tuo pelo sul tavolo… Figurati che non ho ancora pulito il frigo dalle tue zampate. Ti ricordi quando entravi dalla finestra e salivi sopra la cucina per poi fare lo scivolo? Eri troppo buffo…

Sono tante le cose che mi mancano…appena mi mettevo a letto e iniziavo ad addormentarmi tu entravi in camera e miagolavi accanto alla finestra attaccandoti al termosifone per farmi capire che avevi voglia di uscire e magari la finestra accanto era aperta. Ma in qualsiasi caso mi facevi alzare e brontolando ti prendevo in braccio e ti sbaciucchiavo un po’…
Mamma che buon odore avevi. Il tuo pelo era ovunque e l’aspirapolvere quasi si intasava ma non m’importava…eri tu!!! Il mio Nadir solo e unico.
E poi che dire quando ti sdraiavi sul mio pc anche mentre stavo scrivendo e tutti i tasti cominciavano a suonare impazziti.
Caro il mio Vladimiro! Quante ne abbiamo passate insieme. Da quel novembre del 2001 quando entrata in quel negozio mi hai afferrato il giubbotto miagolando e facendo breccia nel mio cuore. Il padrone del negozio mi disse di tenerti fino a lunedì e di riportarti indietro per ritirare un gatto grigio. Ma come potevo fare a meno di te! Ti ho amato dal primo istante. Ti ho portato da mia mamma e giocando ti sei infilato sotto la stufa e ne sei uscito completamente nero. Ti mettevo dentro al giubbino o ti portavo in giro in macchina e tu ti mettevi sul lunotto posteriore a guardare fuori.
Amavi l’acqua perché tu non eri un gatto come tutti gli altri. Ti ricordi quel giorno che ti sei buttato in vasca mentre stavo facendo il bagno? Eri pieno di schiuma! Già eri bianco! Figuriamoci con tutta la schiuma.
Hai passato con me senza abbandonarmi anche i momenti più brutti della mia vita. Mi eri sempre accanto e con le tue fusa e i tuoi miagolii striduli mi facevi compagnia come potevi. Ti ho abbracciato credendo fosse per l’ultima volta quel giorno prima di ingoiare quelle schifezze e tu mi guardavi. Ero seduta per terra e piangevo così forte da non avere nemmeno voce in corpo. Ma tu mi eri accanto. Hai sfregato il tuo dolce musetto baffuto sulla mia mano che ti ha ignorato per cercare le pastiglie. Non ricordo poi che cosa sia successo ma sono certa che in quel vuoto buio tu non mi hai abbandonato.
E poi è arrivata Emma e tu forse per gelosia o per protezione hai iniziato a farmi i dispetti: tipo la pipì sui pantaloni!!!
Ma poi ti sei innamorato anche tu di quella scricciola e ti trovavo seduto davanti alla carrozzina a controllare chi andava a toccarla. Se piangeva mi venivi a chiamare e se voleva giocare con te, tu pazientemente la soddisfavi facendoti fare di tutto ma mai mostrando le unghie.
Ti sei sempre dimostrato affettuoso anche con i tuoi figli. Li coccolavi, li pulivi quando Mesy era troppo stanca per farlo. Sinceramente anche con gli animali non tuoi eri sempre generoso…ricordi con Pallino le corse che facevi su e giù dal divano?
E Emma la gatta che quando era incazzata per qualsiasi motivo se la prendeva sempre ed esclusivamente con te anche se non c’entravi niente?
Poi è arrivata la tua malattia e lì ho avuto veramente paura di perderti…
Mi avevano detto dopo l’ennesimo ricovero, che avevi urgente bisogno di una operazione molto delicata e che forse, vista la tua età, non riuscivi a superarla. Ma ho pregato tanto e alla fine ho deciso che dovevo tentare. Non potevo sopportare di vederti in quella posizione cercare di fare pipì per ore e soffrire con la pancia gonfia. No! Dovevamo farcela…
E infatti l’operazione andò bene e tu sei ritornato ad essere il mio Nadir di sempre…con quel collare così ingombrante che ti impediva di leccarti e grattarti. Mi facevi una pena.
Tra medicazioni e medicine alla fine, come un vero guerriero ce l’hai fatta. Ho ringraziato Dio una infinità di volte per averti ridato la salute. Com’ero felice di vederti sano e sereno come un tempo.
Mi aspettavi al cancello e quando tornavo dal lavoro mi venivi incontro come se fossi un cagnolino. Vedevo che stavi invecchiando. Quando volevi entrare in casa ti aggrappavi con le unghie alla porta di legno e miagolavi e io, da dentro, vedevo solo le tue zampine bianche. Poi quando te l’aprivo rimanevi attaccato e facevi tipo la giostra. Che ridere!
Solo tu potevi farlo. O quando miagolavi dalla finestra e guardavi da sotto la tenda se ti avevo sentito chiamare oppure no!
E ora???
E ora sono rimasta sola.
SENZA TE!!!!
Mi hai lasciato in silenzio così com’eri arrivato.
Ho ancora nelle orecchie la telefonata della nostra vicina che mi dice:”Milena, sono la Rosa. Mi dispiace dirtelo ma ti hanno ucciso un gatto!”
Ho mandato giù più volte e in un secondo ho pregato Dio che non fossi proprio tu… “Quale gatto, Rosa?”
“Quello tutto bianco!”
Il gelo nelle vene. Ti giuro Nadir sulla mia vita che in quel momento ho sentito il mio cuore che si è spaccato in due. Non ci potevo credere tanto che ho chiuso la telefonata per poi richiamare 5 minuti dopo e chiedere ancora se eri veracemente tu quel gatto in mezzo alla strada al quale avevano rubato la vita.
Si!
Eri tu e non c’erano dubbi. Sono partita in macchina e sono venuta da te. Ti ho trovato sotto la siepe coperto da un giornale che ricordo ancora essere stato a colori. Mi tremavano le gambe. Vedevo il tuo pelo mosso dal vento caldo del 9 luglio. “Dimmi che è ancora vivo Dio! Ti prego, dimmi che lo posso salvare!”
Invece no!
I tuoi dolci occhioni erano aperti e il tuo nasino che mi piaceva tanto baciare era sporco di sangue. Eri fermo immobile, ancora caldo. Mi sono inginocchiata per terra e ti ho preso in braccio. Ti ho stretto forte forte come per non lasciarti andare via continuando a piangere e fregandomene di chi mi stava intorno. Mi guardavano dispiaciuti ma solo io sapevo che cos’eri per me!
Continuavo a baciarti la testolina che pendeva dal mio braccio e cercavo di rimetterti dentro alla bocca la lingua che penzolava fuori. Volevo farti sembrare addormentato. Per me non eri morto. Non il mio Nadir continuavo a dirmi! Non potevi essere tu mio dolce e meraviglioso Nadir.
Tu, che come dicevo sempre, se fossi stato un uomo saresti stato il mio uomo ideale. Tu che mi dormivi sulla pancia. Tu che mi coccolavi ronfando. Tu che mi riempivi di pelo le maglie nere. Tu che se arrivava un ospite in casa eri il primo ad andare a farti accarezzare. Tu che mi hai dato la forza in tanti momenti tristi di continuare a lottare.
Tu che, anche in questo momento, stai aspettando davanti al cancello di casa che la mia macchina giri l’angolo per corrermi incontro e dirmi “Bentornata!”
Non so perché mi sono messa a scrivere tutto questo. Forse perché mi aiuta a non dimenticarti. E’ una cosa totalmente impossibile ma volevo mettere nero su bianco ciò che tu hai fatto per me!
Non basterebbero nemmeno dieci memorie di computer per descrivere realmente ciò che eri. Ma queste poche righe mi hanno fatto sorridere e commuovere.
Ovunque tu sia in questo momento ti immagino felice e con Pallino.
Nadir… ti ho amato e ti amerò per sempre… e mai nessuno sarà come te!
Un bacio amore mio e buon viaggio!
MILENA

Annunci

1 Commento su In Loving Memory – Nadir

  1. grazie simo. significa molto per me…

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: