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Carne umana per tutti

Dopo il successo della Seconda Giornata Internazionale per l’abolizione della carne del 31 gennaio 2010 che ha visto la partecipazione di attivisti in molti paesi del mondo e di ben 22 città in Italia, un’altra giornata di mobilitazione in favore degli animali allevati e massacrati per l’alimentazione umana. Né il vento freddo né la pioggia ci hanno fermato ed il 17 Aprile per due lunghe ore a Rovigo in piazza Vittorio Emanuele ci siamo spogliati e fatti prima ricoprire di sangue  e poi confezionare in vaschette di polistirolo e plastica come le bistecche acquistabili al supermercato.

Le persone che si fermavano a guardare le vaschette di “carne umana biologica” (così recitava l’etichetta) ci chiedevano se eravamo vivi e se il sangue fosse vero, increduli del messaggio che volevamo trasmettere e cioè che la carne è sempre carne di qualunque provenienza essa sia. 

Se il gusto è l’unica giustificazione valida per tenere un determinato comportamento, allora perché non cominciare a praticare il cannibalismo? Ogni animale ha diritti imprescindibili dalla specie di appartenenza. Siamo stati educati a rispettare solo cani e gatti ed a considerarli animali di serie A, ma non è questa la realtà.

Pensate che oltre 105.000 animali vengono uccisi in Italia ogni minuto per essere trasformati in carne che noi consumiamo incoscientemente sulle nostre tavole; senza contare il massacro dei pesci e la sofferenza di vacche e galline ovaiole, recluse, sfruttate ed infine ammazzate in giovanissima età.

La questione del consumo di carne è prettamente culturale. In Occidente tendiamo a non mangiare cani e gatti, pratica invece molto comune in Cina e Corea, solo perché entrati a far parte della nostra sfera familiare, ma continuiamo invece a cibarci di mucche (impensabile in India) o di maiali (molto difficile nel mondo arabo). In Gran Bretagna il coniglio, prelibatezza delle nostre tavole venete, è un animale da compagnia, mentre negli Stati Uniti è finalmente reato consumare carne di cavallo. Molte persone affermano di mangiare carne perché ‘è buona’, tenendo conto di questo assunto potremmo quindi giustificare Jeoffrey Dahmer, il mostro di Milwakee, dato che trovava ‘buone’ le vittime di cui si cibava… oppure perché non cominciare a praticare il cannibalismo? Ogni essere vivente prova amore, paura e dolore allo stesso modo, che faccia parte della specie umana o del regno animale. Sicuramente nessuno di noi vorrebbe essere rinchiuso in un camion destinato al macello, o essere soffocato in una rete da pesca.

Per consumo di risorse, carne, latte e uova sono i cibi più dispendiosi, inefficienti ed inquinanti e questo ha una ripercussione diretta sia sui paesi più poveri che sull’ambiente. Secondo i dati della FAO del 2009, oltre un miliardo di individui nel mondo, un sesto dell’umanità, soffre la fame. Mentre queste persone non hanno cibo a sufficienza, un altro miliardo consuma carne in maniera smodata. E’ questo il problema di fondo: lo squilibrio nella distribuzione delle risorse. L’attuale disponibilità di derrate alimentari potrebbe consentire a tutti gli abitanti del pianeta di assumere un numero sufficiente di calorie, proteine, e altri nutrienti necessari. Le produzioni attuali di cereali e legumi sarebbero sufficienti a sfamare tutti, occorrerebbe solo consumare direttamente i vegetali, anziché usarli per nutrire gli animali, con un grave spreco e ridistribuire le risorse in modo equo.

Il consumo di carne e prodotti animali causa più sofferenza e morte di ogni altra attività umana, pur non essendo affatto necessario noi, assieme ad altri sei milioni di vegetariani in Italia vogliamo affermare, di fronte alla società, che la pratica di assassinare animali per mangiarli deve essere abolita.

Dal canto nostro siamo soddisfatti dall’aver creato uno spunto di discussione per tutti. Forse dopo la nostra manifestazione a tavola la stessa sera molte più persone avranno associato la fettina che avevano nel piatto alla carne umana veduta e a chi sostiene che in natura esistono animali che si cibano di altri animali, rispondiamo che sì è vero, ma questi animali hanno una conformazione fisica strutturata per mangiare carne, come zanne e artigli, noi no. Rispondiamo che in natura esistono animali molto più simili a noi che invece sono vegetariani e affermiamo inoltre che noi siamo in grado di scegliere, loro no. E sicuramente la nostra impronta ecologica è di gran lunga superiore a quella di un leone che mangia la gazzella per sopravvivere.

DA NOTARE LE MANI...

Per maggiori info:

Coordinamento italiano: aboliamolacarne.blogspot.com
Coordinamento mondiale: www.nomoremeat.org

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