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Freak Show

Riportiamo la definizione precisa da vocabolario: l'antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che si oppone allo specismo. Come l'antirazzismo rifiuta la discriminazione arbitraria basata sulla diversità razziale umana, l'antispecismo respinge quella di specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifica moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente. Antiteticamente lo specismo è una filosofia antropocentrica nella concezione dei diritti degli animali non-umani, ossia una filosofia in cui l’uomo viene considerato il centro dell’universo e in cima alla piramide:

Un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie (Peter Singer – Liberazione animale, 1975)

Se prendiamo in considerazione lo stile di vita dell’uomo preistorico o anche solo dell’ultimo dopo guerra questa visione potrebbe essere ancora accettabile, nell’epoca moderna invece questo stile di vita deve essere eliminato.

Pensiamo per un attimo al circo. Alla fine di Ottobre a Badia Polesine in provincia di Rovigo ha fatto sosta il circo di Miranda Orfei, un circo già tristemente noto perché nel gennaio di quest’anno, in provincia di Pavia, erano state riscontrate numerose irregolarità sulle condizioni minime atte ad evitare l’ipotesi di maltrattamento. Il volantino pubblicitario recitava la presenza di oltre 50 animali tra cui tigri, leoni, un ippopotamo e l’elefante più grande d’Europa.
Ormai è pensiero quasi comune che il circo con gli animali sia un’inutile tortura e altamente diseducativo. Per gli animali il circo significa prigionia a vita in luoghi angusti, continui spostamenti sui camion, sofferenza psicologica e fisica per le percosse subite negli addestramenti. La stessa circense Liana Orfei sostiene che “la tigre è pericolosa perché, oltre a essere astuta, è vigliacca. La tigre ti attacca a tradimento. Mentre il leone in genere è leale (…). La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti perché non realizza che così facendo prende botte mentre, se sta buona, nessuno le fa niente.” E ancora, la signora Orfei afferma che le foche possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché lo loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po’ di pesce ottieni quello che vuoi”. Anche per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la fame e le botte, continua la signora Orfei: “… poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano, e allora va su.” (fonte: Agire Ora – circhi)

Si evince quindi che non si può costringere un animale selvatico a fare cose innaturali e dolorose senza usare la violenza e chi afferma il contrario mente.

Abbiamo quindi scritto, assieme ad altre 230 persone, e-mail di protesta al Sindaco della cittadina chiedendogli di non dare mai più l’autorizzazione ai circhi con animali o di prendere in considerazione l’applicazione di uno specifico regolamento che contenga la normativa CITES in merito ai circhi. Tutto ci aspettavamo meno che di ricevere repliche da parte di un’associazione per disabili che, attraverso la stampa locale, spiegava che il circo era un divertimento indispensabile per far svagare un paio d’ore i ragazzi disabili e sosteneva inoltre, scomodando Papa Paolo VI, che “l’uomo è il primo ed il più grande tra i tesori della terra”, affermando quindi “il primato dell’uomo ancorché diversamente abile”. Vorremmo allora far notare che è esistito addirittura un Santo che parlava agli animali e li rispettava: San Francesco. Santo batte Papa 1-0.
Poi per farla ancora più tragica descriveva le giornate grigie di questi ragazzi… Non mettiamo certo in dubbio che la loro vita sia grigia ma per colorare i loro pomeriggi ci sono altri sistemi.

Si è forse dimenticato il Presidente di questa associazione che fino allo scorso secolo proprio i disabili venivano mostrati nei circhi quali attrazioni sub-umane? Forse il signore in questione ha dimenticato i famosi freak-show!!!

Il problema è che è molto più semplice lavarsene le mani per un paio d’ore schiaffandoli davanti ad uno spettacolo che implica la galera a vita per un sacco di animali, piuttosto che dedicare il proprio tempo minuto per minuto e portarli per esempio in un canile e insegnare a rispettarli.

Potremmo continuare all’infinito, gli esempi di questa cultura sbagliata che si basa sul fatto che gli animali sono il nostro cibo, i nostri abiti, il nostro divertimento sono tanti e sradicare questo pensiero è difficile. Quante volte ci siamo sentiti dire che è sbagliato preoccuparsi per gli animali quando tanti bambini muoiono di fame. Ma signori… una cosa non esclude l’altra! Anzi si compenetrano dato che proprio una delle cause primarie della fame nel mondo è l’inesistente rispetto della Natura e degli animali attraverso l’aumento degli allevamenti intensivi e del consumo della carne.

Cosa rende diverso un animale da compagnia da uno da macello? Ci stupiamo che gli asiatici mangino il cane o il gatto che noi invece coccoliamo e facciamo dormire sul nostro divano migliore. Ma forse il cane o il gatto hanno una carne diversa dalla mucca e dal maiale? Oppure hanno un’anima che un’oca o un tacchino non hanno? Ricordatevi che è solo una questione di cultura! Se foste mediorientali non mangereste nemmeno il maiale, mentre gli Indiani ci guardano come barbari perché ci cibiamo di mucche che per loro sono sacre.

Dobbiamo capire che è giusto rispettare i nostri simili com’è giusto rispettare gli animali; è giusto rispettare il proprio animale domestico, com’è giusto rispettare la gallina o il bue o il maiale… non c’è nessuna differenza

Quante persone hanno smesso di mangiare carne di cavallo o di coniglio dopo averne posseduto uno o dopo averli conosciuti meglio?

Invitiamo tutti a riflettere sul dolore che gli animali subiscono per questo nostro modo sbagliato di agire e ricordatevi che il grado di civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali… (Gandhi)

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